scarica l'app
MENU
Chiudi
06/12/2019

BIM INFRASTRUTTURE BELLUNO La rete del gas provinc…

Il Gazzettino

Sotto accusa il Comune capoluogo che ha gestito il bando. «Perdiamo 15 milioni, pronti alle vie legali»
BIM INFRASTRUTTURE
BELLUNO La rete del gas provinciale passa dal pubblico al privato per un importo di 61 milioni di euro, cifra che sarebbe inferiore di almeno 15 milioni rispetto al reale valore. L'ennesima privatizzazione di beni pubblici, imposta dalle leggi sulla concorrenza, scatena una guerra che rischia di finire davanti ad un giudice con imputato il Comune capoluogo che ha fatto da stazione appaltante attraverso l'organo tecnico del Rup (Responsabile unico del procedimento). «Prima di vendere sono pronto a salire sulla barricate e con me tanti altri» afferma il sindaco di Sospirolo, Mario De Bon, dando la misura del conflitto in atto.
IL SOLLECITO
I sindaci chiedevano che la procedura fosse congelata in attesa di capire quale tariffario andasse applicato nelle valutazione del bene: quello della Regione Veneto, oppure quello della Camera di Commercio di Belluno che fa riferimento a quello della Provincia autonoma di Trento? Tra il primo e il secondo la differenza è di almeno 15 milioni euro, ma per Zanolla si arriva anche a 20 e oltre. Il bando ha preso come riferimento quello più sfavorevole per i Comuni, ovvero il primo. Ignorata anche la richiesta dei sindaci di fermare la gara. Lo avevano fatto con un ordine del giorno uscito dall'assemblea del 22 novembre e al quale, anche a ieri, non è arrivata risposta. Una fretta che desta sospetti e soprattutto preoccupazioni.
L'OFFENSIVA
Gli amministratori sono pronti a dare battaglia. L'incarico di valutare il da farsi è stato affidato allo studio legale Gaz di Feltre. «Siamo stupiti - incalza Bortolo Sala, presidente del Comitato di coordinamento dei soci di Bim Belluno Infrastrutture - dalla faciloneria con la quale sono state tralasciate le puntuali osservazioni formulate sia dal Comitato, sia dai sindaci dell'Atem Belluno (bacino territoriale) in merito al valore delle reti del gas. Impressiona - prosegue Sala - la supponenza e l'arroganza che ha condotto ad ignorare totalmente le denunce fatte dai sindaci che, consapevoli di gravi errori, irregolarità ed enormi contraddizioni contenute nel bando, avevano chiesto un approfondimento il cui esito avrebbe potuto portare anche al ritiro della gara. In questa fase, quindi, l'esigenza era chiara ed inequivocabile: attendere per tutelare il patrimonio dei comuni evitando al contempo un vero esproprio delle reti gas del bellunese. Esproprio - continua Sala - che sta avvenendo anche attraverso forme di millanteria: una su tutte la dichiarazione della stazione appaltante in merito al fatto che il valore delle reti sarebbe stato approvato dall'Arera (Autorità Regolazione Energia Reti Ambiente). Una superiore approvazione mai intervenuta per mancanza di competenze specifiche dell'Autorità. Un errore rilevantissimo quindi - prosegue Sala - chiaro a tutti tranne alla stazione appaltante e al suo consulente, errore che conduce alla sottostima di oltre 15 milioni di euro del valore del patrimonio pubblico. La documentazione raccolta ha convinto tutti che il valore degli impianti è ben superiore ai 61 milioni di euro proposti in gara dalla stazione appaltante».
L'AMMINISTRATORE
Bruno Zanolla, amministratore unico di Bim Infrastrutture, nonché sindaco di Quero Vas, è sulla stessa linea: «Ovviamente siamo assolutamente esterrefatti dell'epilogo della gara, tanto più dopo la presa di posizione dell'Assemblea dei Comuni (Atem) che da mesi evidenziava la sottostima del bene. Invece, in pochi giorni si è deciso di procedere ugualmente aprendo anche le buste, passaggio che andava assolutamente evitato. Ci chiediamo il perché di tanta fretta. Faremo il possibile per tutelare il patrimonio pubblico. Il senso della gara era valorizzare le reti e rimborsare la società e quindi i Comuni». «Credo che servirà un'assemblea straordinaria urgente» conclude preoccupato Sala.
Lauredana Marsiglia