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24/10/2018

Bilancio, mozioni bipartisan per il Sud

Il Nuovo Quotidiano di Puglia

di Nicola QUARANTA
Non passa l'esame Ue, non piace al Sud. Nel giorno in cui la Commissione Ue ha deciso di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano (73 gli articoli della bozza) e di chiederne uno nuovo, che dovrà essere inviato entro tre settimane a Bruxelles, a tenere banco sono anche le parole severe di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria: «La manovra economica e il reddito di cittadinanza pensato dal governo significano rinunciare completamente alla sfida dello sviluppo del Mezzogiorno, significano dire non ce la faremo. Del resto, in questa manovra non c'è alcun riferimento al Mezzogiorno, al suo sviluppo, agli investimenti al Sud. È una manovra debole sulla crescita, distratta sul Mezzogiorno e con idee di sussistenza da offesa alla dignità della persona». Stavolta i toni del numero uno di Confindustria sono tutt'altro che morbidi. E la posizione tutt'altro che attendista.
Una critica netta, quella rivolta alla manovra del governo gialloverde, nelle stesse ore in cui, a maggior ragione in previsione della nuova bozza di Bilancio, c'è una corsa contro il tempo bipartisan, per estendere e potenziare le misure a sostegno della crescita del Sud. Ben 107 proposte, racchiuse e sintetizzate in cinque mozioni parlamentari.
Dopo la bufera dei giorni scorsi, c'è pace soltanto attorno al Decreto fiscale. Al via la dichiarazione integrativa con imposta sostitutiva al 20% per far emergere il nero, con i paletti e i limiti concordati dalla maggioranza e approvati dal governo nei giorni scorsi. Depennato lo scudo per i patrimoni all'estero e il condono penale per riciclaggio e autoriciclaggio, il decreto fiscale bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, consente ai contribuenti che vogliono mettersi in regola con il fisco di dichiarare i redditi non denunciati in passato presentando entro il 31 luglio 2019 all'Agenzia delle Entrate una dichiarazione integrativa speciale, Dis.
Quello che manca, ad oggi, nella manovra da 37 miliardi del governo gialloverde, è invece un corposo capitolo Mezzogiorno. A partire da un cenno esplicito all'introduzione della clausola del 34% sulla spesa ordinaria in conto capitale al Sud, estesa peraltro, come era nelle intenzioni del ministro del Sud Barbara Lezzi, alla società partecipate, con particolare riferimento a Rfi e Anas. La questione investimenti ferroviari, tra quelle toccate, è di immediata attualità. Nelle commissioni trasporti di Camera e Senato in questi giorni è in discussione il piano pluriennale di Rfi e il programma di investimenti dal 2019 al 2021 parte il primo anno con il rispetto della quota del 34% al Sud ma poi vira decisamente in direzione Nord.
Un punto sul quale si misurerà in concreto la capacità per i parlamentari meridionali di tutti gli schieramenti di passare dalle mozioni alle azioni. Alla voce Investimenti e riequilibrio territoriale, la sintesi è racchiusa in poche righe. Investimenti, adeguamento della normativa sugli appalti e monitoraggio dell'efficacia dei provvedimenti; Riequilibrio territoriale: Attuazione dei Patti per il Sud e sblocco investimenti; Riequilibrio territoriale: Credito d'imposta su investimenti privati e incentivazione spesa in conto capitale a favore del Mezzogiorno. La quota di investimenti da riservare al Sud deve essere di «almeno il 34%» come previsto da una legge di fine 2016 che caratterizzò le prime mosse del governo Gentiloni. Quella regola non è mai stata attuata dal precedente governo e neppure dall'esecutivo Conte, nonostante la volontà più volta rimarcata dal ministro Lezzi.
Il tema è ripreso in tutte le mozioni, con Forza Italia che propone di portare il 34% al 45% e Fratelli d'Italia che punta a salire al 50%. Altro impegno trasversale. Quello di favorire investimenti per l'alta velocità ferroviaria. In un governo che è preso dai dubbi su qualsiasi grande opera, la mozione M5s-Lega pretende per il Sud «collegamenti ad alta velocità anche nelle aree più remote o disagiate». Sul tema, il Pd chiede esplicitamente «il prosieguo dell'Alta velocità fino a Reggio Calabria». Forza Italia, oltre all'alta velocità, sottolinea l'importanza dei collegamenti merci per i porti del Sud, estendendo le agevolazioni oggi previste per Trieste. Fratelli d'Italia delinea la medesima strategia, aggiungendo che vanno messi in sicurezza i passaggi a livello. Tra gli altri temi toccati, M5s e Lega invitano il governo Conte a estendere misure messe a punto dai precedenti esecutivi, come quelle per il controesodo dei lavoratori, Resto al Sud, le zone economiche speciali, gli incentivi alle assunzioni anche degli over 35 nel Mezzogiorno. Il Pd indica nel 31 dicembre 2018 la data per far partire le Zes (ma anche M5s e Lega vorrebbero «accelerare»). I democratici sottolineano inoltre la necessità di ammodernare e mettere in sicurezza le scuole e di rispettare il parametro europeo del 33% per gli asili nido. Sin qui le proposte. Aspettando la nuova bozza.

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