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20/12/2018

Bilancio 2019, scadenza a fine febbraio con le novità della nuova finanziaria

Eco di Bergamo - ALICE BASSANESI

Manovra ed Enti locali Addio al pareggio di bilancio e sblocco delle tariffe locali. Resta l'incertezza sui possibili tagli dei trasferimenti statali. Premialità per i Comuni più virtuosi
Prorogata al 28 febbraio la scadenza per approvare il Bilancio di previsione 2019/2021 dei Comuni, l'attenzione degli amministratori si concentra sulle novità contenute nella legge di stabilità ora all'esame del Parlamento. E se alcuni aspetti della manovra finanziaria sono noti già da tempo, nelle ultime settimane stanno emergendo ulteriori dettagli su provvedimenti che coinvolgeranno l'attività degli Enti locali.

Come lo sblocco di tutte le tariffe di natura tributaria (Imu, Tasi, addizionale Irpef), il superamento dei vincoli di pareggio di bilancio (ex patto di stabilità interno) con la contestuale possibilità senza limiti di applicazione dell'avanzo di amministrazione e di contrazione di nuovi mutui. Ma altre novità sono emerse negli ultimi giorni. Un esempio è quello dell'emendamento che per quattro anni congelerebbe la chiusura delle società partecipate che hanno chiuso in utile la loro attività; ma anche i provvedimenti che riguarderebbero lo sport bonus; i cambiamenti nella stazione unica appaltante; la rinegoziazione dei mutui; un ulteriore allargamento della premialità per gli Enti che approvano il bilancio di previsione entro la fine dell'anno.

Appalti e partecipate

Nel testo della legge si prevede, per esempio, che i comuni non capoluogo debbano ricorrere alle stazioni uniche appaltanti costituite presso le province e le città metropolitane per l'affidamento gli appalti di lavori pubblici.

Per quanto riguarda le società partecipate viene previsto che, fino al 31 dicembre 2021, gli enti non hanno l'obbligo di dismettere le partecipazioni nelle società che abbiano prodotto un risultato medio in utile nell'ultimo triennio. Previste anche semplificazioni contabili: si stabilirebbe infatti che, dal bilancio 2019, non dovranno più essere trasmessi i certificati al bilancio di previsione e al rendiconto di gestione, che invece verranno sostituiti dalla trasmissione di bilanci e rendiconti alla Bdap (Banca dati amministrazioni pubbliche).

Infine nel 2019 sembra profilarsi la possibilità di rinegoziare i mutui concessi da Cassa Depositi e prestiti e trasferiti al Mef (Ministero dell'Economia e Finanze), per determinare, ferma restando la scadenza dei vigenti piani di ammortamento, una riduzione totale del valore finanziario delle passività totali a carico degli enti.

I trasferimenti dallo Stato

«Buona parte dei comuni bergamaschi - spiega Danilo Zendra, esperto di bilanci comunali - ha deciso comunque di aspettare il prossimo anno per l'approvazione del documento relativo al triennio 2019/21 perché c'è ancora molta incertezza sulla quantificazione dei trasferimenti statali. Si attende quindi la definizione puntuale della legge di stabilità per poter capire l'ammontare delle cifre e per capire se effettivamente ci sarà anche lo sblocco delle tariffe. Questo è un altro punto delicato: allo sblocco infatti potrebbe seguire la riduzione dei trasferimenti statali, oggi non quantificabili, ma nel pacchetto di rientro del rapporto tra deficit e pil potrebbe esserci un taglio, che potrebbe essere proprio questo».

Per chi ha scelto comunque di approvare il Bilancio preventivo entro la fine del 2018 (e il consuntivo entro il 30 aprile), potrebbe esserci un nuovo allargamento dei premi e dei bonus previsti a favore dei Comuni virtuosi, ampliando quanto già esisteva.

In particolare, le nuove premialità riguarderebbero diverse semplificazioni contabili. Derogando dall'obbligo di comunicare ad Agcom (Autorità garanzia nelle comunicazioni) le spese pubblicitarie effettuate; oppure il fatto che i Comuni non saranno obbligati ad adottare i piani triennali finalizzati a razionalizzare le dotazioni strumentali delle postazioni di lavoro, le autovetture di servizio e i beni immobili. Per gli enti virtuosi, infine, niente obbligo di contenere le spese di missione (entro il tetto del 50% dei costi sostenuti nel 2009 e del 30% nel 2011) né le spese di acquisto, manutenzione e noleggio di autovetture (entro il tetto dell'80% della spesa 2009).