scarica l'app
MENU
Chiudi
22/05/2020

Bici contromano, parliamone

La Repubblica - Aldo Balzanelli

Ditelo a Repubblica
Intervista a Merola, Anac precisa
Ettore Bartolucci Il Comune di Bologna sembra intenzionato a permettere la circolazione contromano delle biciclette in alcune vie della città.
Ritengo questa decisione profondamente sbagliata e contro legge in quanto l'art. 143, comma 11, del Codice della Strada non permette la circolazione contromano, che con la stessa disposizione normativa viene addirittura sanzionata (sanzione amministrativa pecuniaria).
La questione è controversa e appassiona periodicamente i favorevoli e i contrari. Il codice della strada vieta in generale, come sostiene il lettore, di viaggiare contromano, ma il Ministero dei Trasporti autorizza le biciclette a patto ci siano alcune condizioni: ci si trovi all'interno della ztl, la strada sia sufficientemente larga, viga il limite di velocità dei 30 km/ora e, infine, che la possibilità di incrociare bici contromano sia segnalato. Quindi il Comune potrà autorizzare, come annunciato il "contromano" in alcune strade del centro storico. La cosa è diseducativa? Non so, ma so che questo genere di provvedimenti è stato adottato da tempo con successo in molte città del nord Europa, con lo scopo di incentivare l'uso della bicicletta. A Copenhagen la percentuale di persone che si recano al lavoro con le due ruote è considerevole. La pandemia, che non ci siamo ancora lasciata alle spalle, dovrebbe indurci a cambiare un po' le nostre abitudini e ogni provvedimento che incoraggi l'uso di mezzi ecologici per la mobilità cittadina dovrebbe essere accolto con favore. Si tratterà, credo, di una sperimentazione, che se avrà successo potrà essere estesa ad altre zone, se invece creerà più problemi che soluzioni la si potrà ovviamente ripensare.
In merito all'intervista al sindaco Merola pubblicata ieri l'Anac precisa: «Il sindaco Virginio Merola ha citato, come esempio negativo della Fase 2 ("non ci siamo proprio"), "una proposta di Regolamento attuativo per il Codice degli appalti da parte di Anac di ben 270 pagine".
Come tutti gli addetti ai lavori sanno (o dovrebbero) il Regolamento è in realtà un provvedimento di spettanza del Ministero delle Infrastrutture a Trasporti, su cui l'Autorità anticorruzione non ha voce in capitolo» .
La replica del sindaco: «Prendo atto della precisazione di Anac: in effetti il documento che ho citato nell'intervista riguarda il Mit e non Anac. Al netto di questa imprecisione, resta inalterato il problema della semplificazione delle procedure e di un rapporto dello Stato centrale con i sindaci che ci metta davvero nelle condizioni di agire velocemente, e con meno burocrazia possibile, per fare fronte alle esigenze di una ripresa rapida ed efficace».
Lettere Viale Silvani, 2 40122, Bologna E-mail Per scrivere alla redazione bologna @repubblica.it