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23/02/2021

Biancheria e materassi in corsia Il Tar: via libera al maxiappalto

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PUGLIA I NODI DELLA SANITÀ
Respinti ricorsi sul «lavanolo»: «Giuste le scelte di InnovaPuglia» IL PRESIDENTE DINAPOLI L'ex procuratore di Brindisi ha guidato la commissione di gara «Si può designare un esterno»
l BARI. È legittima la scelta di appaltare il servizio lavanolo (noleggio di biancheria e materassi degli ospedali) in un unico lotto da 187 milioni, affidando la guida della commissione di gara a un magistrato. A quattro anni dalla gara e dopo le polemiche grilline che hanno adombrato connivenze e sprechi, il Tar di Bari (Terza sezione) ha dato ragione alla scelta fatta nel 2017 da InnovaPuglia, all'epoca guidata dall'avvocato Carmela Tagliente: è proprio con l'appalto unico - questa la tesi portata avanti dalla Regione - che si ottimizza la spesa e la qualità del servizio. I giudici amministrativi (presidente estensore Orazio Ciliberti) hanno rigettato due diversi ricorsi sull'appalto «cinque anni più due» da 187 milioni di euro. Il primo ricorso, presentato dalla Adapta di Pomezia (arrivata quarta), verteva proprio sul tema della mancata suddivisione in lotti poi scrutinato sia dall'Anac che dall'Autorità antitrust. L'altro, quello della Hospital Service di Chieti (arrivata seconda), riguardava invece la commissione di gara, guidata dall'ex capo della Procura di Brindisi, Marco Dinapoli, e composta da un dirigente tecnico e da uno ospedaliero. Il fulcro della polemica sull'appalto per il lavanolo di cui è capofila la Asl di Bari (bando aggiudicato al raggruppamento Lavit, Fratelli Bernard e Servizi Ospedalieri con un ribasso di circa 22 milioni) ha riguardato proprio il mancato frazionamento. Nel 2018 infatti lo stesso Tar di Bari ha bocciato il bando di gara, su ricorso di una società napoletana poi colpita da interdittiva antimafia. Con le stesse tesi un consigliere regionale grillino aveva presentato un esposto all'Anac. Il Consiglio di Stato, nel marzo 2019, ha però ribaltato tutto: il bando unico - hanno detto i giudici di Palazzo Spada - non è di per sé restrittivo della concorrenza. E così la gara è ripartita ed è stata aggiudicata nel marzo del 2020. Il Tar di Bari è dunque tornato a occuparsi della questione della gara unica. «La normativa in parola ammette espressamente - è detto in sentenza - la possibilità per le Stazioni appaltanti di escludere la suddivisione dell'appalto in lotti, fornendone apposita motivazione negli atti indittivi». Cosa che era avvenuta «puntualmente» a seguito di una consultazione preliminare di mercato, organizzata da InnovaPuglia, da cui era emerso che «l'appalto unitario offre maggiori garanzie di corretta esecuzione dello stesso, garantendo la razionalizzazione ed il contenimento della spesa», rispetto agli appalti separati effettuati in precedenza da ciascuna Asl. Nell'attesa della gara unica, infatti, il servizio veniva svolto con contratti in proroga a prezzi più alti del 15-30% rispetto a quelli aggiornati. Per quanto riguarda la commissione di gara, a marzo 2018 InnovaPuglia aveva chiesto alla Asl di Bari di segnalare i nominativi. La Asl aveva risposto spiegando di non avere «professionalità dotate della specifca competenza nella materia da proporre quale presidente», e suggerendo «l'individuazione di una professionalità esterna, di acclarata terzietà» come appunto l'ex procuratore Marco Dinapoli, già presidente della commissione di gara per l'ospedale di Monopoli-Fasano. Secondo il ricorso, non sarebbe possibile nominare come presidente una persona esterna a InnovaPuglia. Ma sul punto lo scorso anno si era già espresso in senso contrario il Consiglio di Stato, rilevando che quell'obbligo non esiste più dal 2016. Nessun dubbio, dunque, nemmeno sulla valutazione delle offerte. «La seduta di gara si è protratta per molte ore - ha scritto il Tar - e, dunque, per un lasso di tempo congruo per l'attività espletata». [m.scagl.]

187

MILIONI DI EURO Il valore della gara d'appalto (7 anni) per il noleggio di biancheria e materassi negli ospedali pugliesi È stata aggiudicata a marzo 2020

Foto: LE POLEMICHE SUL LOTTO UNICO I giudici amministrativi: decisione legittima perché ne sono stati puntualmente spiegati i motivi