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19/09/2020

Berlusconi torna sul Mes: se Conte non lo vuole ne soffrirà il Mezzogiorno

Il Giornale - Pier Francesco Borgia

LA GIORNATA
Il leader di Fi all'attacco del M5s: toglie risorse alla sanità. E sul Recovery: «Progetti credibili»
Ci sono tracce riconoscibili della politica berlusconiana tra le righe delle linee guida con le quali il governo Conte ha anticipato i contenuti del Recovery Plan che dovrebbe, con i fondi messi a disposizione dall'Unione Europea, risollevare il nostro Paese dalla crisi economica provocata dal lockdown di primavera. Là dove si legge: «In linea con l'obiettivo generale di rilanciare gli investimenti, sia pubblici che privati, verranno messe in campo tutte le azioni necessarie per garantire appalti pubblici efficienti, trasparenti e con tempi certi, anche intervenendo con strumenti di flessibilità che consentano la celerità delle procedure e la semplificazione documentale, rivedendo alcune disposizioni oggi presenti nel Codice degli appalti» sembra di sentir parlare Berlusconi che nel corso dei momenti più duri della crisi provocata dalla lotta alla diffusione del virus ha chiesto in tutti i modi al governo e alla maggioranza di ripensare il Codice degli appalti e di pensare una radicale riforma della burocrazia per rendere il nostro sistema produttivo più agile e quindi capace di risollevarsi. E proprio ieri sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno , Silvio Berlusconi è tornato sul tema e lo ha affiancato a quello del rilancio degli investimenti sulle infrastrutture. «Noi abbiamo proposto un grande piano di opere pubbliche per colmare il deficit infrastrutturale dell'Italia in generale e del Sud in particolare - spiega il leader azzurro -. Si tratta di trovare le risorse e il Recovery Fund , che noi abbiamo tenacemente voluto in Europa, può servire a questo, se l'Italia sarà in grado di presentare progetti credibili. Ma si tratta anche di abolire la burocrazia paralizzante e spesso fonte di corruzione, sospendendo o cancellando il codice degli appalti e il regime delle autorizzazioni preventive per tutti, pubblico e privato». In un'altra intervista sul Corriere Adriatico , invece, Berlusconi punta il dito sull'assenza di uno Stato che nelle Marche (gestione Pd) non ha saputo assistere un'economia, sostanzialmente privata, che è cresciuta sulle proprie gambe. «Manca tutto. È una terra a grande vocazione industriale e turistica ed è assurda - il commento del leader di Forza Italia - la quasi totale assenza di infrastrutture». E poi lamenta il fatto che il dopo-sisma non è stato ancora risolto a quattro anni di distanza. «Solo un cambio netto di amministrazione può ridare la speranza al popolo marchigiano» Berlusconi, poi, non rinuncia a lottare anche per il Mes. Da tempo, lamenta il crescente divario tra la sanità del Mezzogiorno e quella del Nord, con le Regioni meridionali costrette a iscrivere nei loro bilanci anche i costi della cosiddetta «migrazione sanitaria». Per fare l'esempio di due Regioni chiamate a rinnovare il Consiglio regionale e il governatore, Berlusconi cita i casi di Campania e Puglia. «Se il governo Conte rinuncerà al Mes, come vorrebbero i grillini - dice il leader azzurro -, saranno 2.700 milioni in meno per la sanità campana e 2.450 milioni in meno per quella pugliese. Eppure proprio in questa fase gli investimenti nella sanità sono quelli decisivi. Spero che non si arrivi a tanto». Berlusconi ieri ha anche partecipato al voto (in via telematica) al Parlamento europeo su alcune risoluzioni di politica internazionale. E poi non ha fatto mancare il suo sostegno al candidato governatore Raffaele Fitto. Il leader azzurro infatti ha telefonato un diretta nel corso della manifestazione elettorale con i governatori azzurri a Bari.

IL CAVALIERE

In questa fase gli investimenti nella sanità sono decisivi Spero che non si arrivi a tanto