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14/07/2020

Berlusconi nega l’inciucio «Noi siamo responsabili ma nessun aiuto a Conte»

Il Giornale - Anna Maria Greco

LA GIORNATA
Il leader Fi: «Alcuni magistrati sono flagello per la democrazia». Il nodo infrastrutture DECRETO SEMPLIFICAZIONI «Non c'è lo choc che serve Lo realizzeremo quando torneremo al governo»
Roma Il centrodestra si prepara unito all'incontro con il premier Giuseppe Conte e si ricompatta nell'attacco al governo «isterico» soprattutto sulle infrastrutture, dal Mose alla Tav alla Tap alle Autostrade. «Il decreto semplificazioni - dice Silvio Berlusconi- è disorganico e insufficiente, non affronta nessuno dei grandi nodi che avevamo indicato. Non c'è lo choc di cui l'Italia ha bisogno. Lo realizzeremo noi quando torneremo al governo: credo accadrà presto, perché le contraddizioni sempre più evidenti di questa maggioranza rischiano di portarci già nei prossimi mesi alle elezioni». In un'intervista a Milano Finanza , il leader parla anche di giustizia: «Purtroppo i fatti si incaricano di dimostrare quello che vado denunciando da molti anni: alcuni settori della magistratura, utilizzano la giustizia per fini ideologici e di potere, come strumento di lotta politica e di tutela di carriere poco trasparenti. Questo è un flagello prima di tutto per gli stessi magistrati perbene e poi per tutti i cittadini... È in discussione la stessa rappresentanza democratica». Stoccata a De Benedetti: «Non lo considero un mio antagonista. Il suo profilo non lo ritengo paragonabile al mio». Ad Arcore il leader di Forza Italia partecipa alla videoconferenza sul Piano Casa, con i responsabili delle categorie interessate, costruttori, architetti, ingegneri, agenti immobiliari, geometri, focalizzata su Piemonte e Valle D'Aosta. Al ciclo di incontri sulle varie regioni anche stavolta intervengono il vicepresidente Antonio Tajani, le capigruppo Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini, il coordinatore piemontese Paolo Zangrillo, Sestino Giacomoni e Giorgio Mulé. «Se si vuole rilanciare l'economia - spiega Berlusconi -non si può prescindere dalle costruzioni. Per la ripresa servono un grande Piano casa e un grande Piano infrastrutture. Per l'edilizia privata è necessario passare dalle autorizzazioni preventive ai controlli ex-post, per l'edilizia pubblica bisogna cambiare il codice degli appalti sostituendo le norme attuali con quelle che hanno consentito la realizzazione del ponte a Genova». Sulle divisioni nel governo su autostrade gli azzurri insistono molto. «Non bisogna fare annunci che poi non si mantengono dice Tajani a Radio Uno - Non mi pare che questo governo sappia risolvere i problemi. Sanno solo litigare». Per la Bernini, «l'ultimatum del governo ad Aspi e Atlantia perché presentino una proposta soddisfacente, altrimenti scatterà la revoca, è l'ennesimo capitolo di una tragedia trasformata in farsa. Troppa confusione, prima di tutto andrebbe revocato il governo». Dopo le telefonate tra i tre leader, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Berlusconi sembrano superati i sospetti nati dalla disponibilità di Fi a votare con la maggioranza sul Mes, tanto più dopo l'apertura di Romano Prodi. «Non sosterremo mai il governo Conte. Non andiamo al governo con la sinistra. Siamo all'opposizione, ma a disposizione del Paese con le nostre proposte per far ripartire l'Italia», ribadisce Tajani. Il Cavaliere giura: «Fi è in prima linea nel chiedere di restituire la parola agli italiani». E la Gelmini sgombra il campo da illazioni sul successore di Mattarella. «Prodi non lo abbiamo votato per il Quirinale 7 anni fa, non lo faremo neanche fra 2 anni. Il governo imploderà per le sue contraddizioni e noi non gli forniremo aiuto». Insomma, nessuna «maggioranza Ursula» all'orizzonte. Come Salvini, la leader di Fdi si è detta sicura che gli azzurri non entreranno certo in maggioranza e rimarca: «La posizione di Fi sul Mes - dice la Melonicrea una spaccatura nel centrodestra, ma il problema enorme è nella maggioranza». Hanno detto Mariastella Gelmini (Fi) "Le parole di Prodi? Né caldo né freddo Non entreremo in maggioranza Anna Maria Bernini (Fi) "Maggioranza «Ursula»? Macché: rimaniamo nel centrodestra Antonio Tajani (Fi) "Non andiamo al governo con la sinistra: facciamo il bene del Paese Giorgio Mulè (Fi) "Abbiamo valori non negoziabili: prima va a casa il governo, meglio è Massimiliano Fedriga (Lega) "Non credo proprio che Berlusconi possa strizzare l'occhio al Pd