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15/07/2020

«Ben venga il ricorso degli architetti»

Alto Adige

Giardino Vescovile. Gli ambientalisti accolgono con favore l'azione dell'Ordine
BRESSANONE. La notizia del ricorso in tribunale da parte dell'Ordine degli Architetti contro l'assegnazione del progetto ad André Heller non è passata inosservata. «Un passo audace e necessario», secondo il gruppo "Iniziativa per il futuro del Giardino Vescovile", che da sempre si batte contro questo progetto. «Nel maggio scorso la giunta comunale ha deliberato di affidare l'incarico per la realizzazione del Giardino allo studio Heller - esordiscono gli ambientalisti -. Ora l'Ordine degli architetti ha presentato contro questa delibera un ricorso al Tar che sarà trattato a metà ottobre. Il ricorso evidenzia che l'assegnazione diretta dell'incarico a Heller potrebbe non ottemperare alle disposizioni giuridiche in materia di aggiudicazione degli appalti, o addirittura violarle gravemente. Da verificare dal punto di vista legale, dunque, risulta se il concetto Heller sia da considerarsi quale "realizzazione artistica unica" che solo l'artista multimediale Heller può fornire. Il ricorso vuole appurare questa presumibile unicità delle prestazioni dell'artista». A conti fatti dunque, secondo l'Ordine, se l'appalto fosse assegnato ad André Heller le leggi europee, statali e provinciali sugli appalti sarebbero violate, comportando un significativo danno alla categoria. «Questo ricorso tende anche alla tutela dei cittadini rispetto agli esorbitanti costi del giardino. Molti di loro sono contrari a tale progetto, come ha dimostrato la nostra campagna di raccolta firme a favore di un parco sobrio, aperto e gratuito. Il bando di concorso internazionale aveva portato nel 2015 a un vincitore al quale la giunta aveva deliberato di darne l'incarico di realizzazione. A un costo pari alla metà di quello del progetto Heller. Accogliamo quindi con favore il passo legale ora intrapreso dall'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. La nostra contrarietà al progetto e i nostri dubbi sono ufficialmente rafforzati da questa azione legale. Sarebbe pure opportuno verificare attraverso un ricorso il contratto con la Diocesi per la costituzione di diritto d'usufrutto che, come si sa, viene a costare ai contribuenti quasi il doppio rispetto al vecchio contratto d'affitto. I contribuenti prenderanno coscienza di tali situazioni e sapranno comportarsi di conseguenza». FDV