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31/05/2019

Ben 600 opere ferme E 53 miliardi congelati

Libero - AN. CA.

I costruttori: troppe leggine
■ L'Italia può ripartire se riaprono i cantieri. Se l'edilizia torna a girare. L'effetto leva che le costruzioni possono esercitare sul Pil e sull'occupazione è determinante. Lo sanno bene a Palazzo Chigi e i costruttori. E l'ipotesi, rilanciata giusto ieri dal vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, di sospendere per 2 anni il codice degli appalti (che avrebbe cristallizzato miliardi di potenziali investimenti e bloccato decine di opere), potrebbe fornire l'abbrivio necessario per ripartire. Prende forma quindi la «sospensione sperimentale» fino al dicembre 2020 di diverse e numerose norme del Codice degli appalti, «al fine di rilanciare gli investimenti e facilitare l'apertura dei cantieri», a disposizioni per «perseguire l'efficacia dell'economia circolare». O almeno è questo quanto prevede il nuovo testo dell'emendamento della Lega al decreto Sblocca cantieri all'esame del Senato che ha già fatto storcere il naso a più di qualche esponente grillino. La novità - già nell'aria da tempo- è ora condensata in un testo di cinque pagine. In sostanza si intende cancellare l'articolo 1 del dl Sblocca cantieri-sisma, cioè le modifiche al Codice degli appalti, e dall'altro sospendere l'applicazione del Codice stesso "congelando" alcune norme. Verranno sospese alcune disposizioni: dal ricorso all'affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori; all'obbligo di scegliere i commiseri di gara tra gli esperti iscritti all'albo Anac; il limite al 30% ai subappalti; l'obbligo di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta per le gare sopra soglia comunitaria. E ancora, stop all'eliminazione del limite del 30% al valore del punteggio economico nelle ipotesi di aggiudicazione della gara con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il presidente dell'Ance, Gabriele Buia, da tempo attende un «primo segnale di attenzione» verso il settore edile. Insomma, si attende uno sforzo di semplificare le procedure a monte delle gare d'appalto. Secondo l'Ance, finora è stato speso soltanto il 4% dei 150 miliardi stanziati per le infrastrutture. L'Ance stima in circa 600 le opere bloccate per un controvalore di 53 miliardi. C'è poi da capire se i soldi effettivamente ci siano in cassa. © RIPRODUZIONE RISERVATA