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25/06/2020

Bellini il regista della corruzione “È così da sempre”

La Repubblica - Sandro De Riccardis

Il suo compito è "fare la p..., per cui do a quello, a quell'altro e quell'altro... Qual è il mio guadagno? Un quid mensile come se prendessi uno stipendio"
Anticipa informazioni riservate e bandi di gara ancora segreti. Consegna chiavette usb piene di dati e requisiti tecnici, promette appalti, e si assicura ricompense in denaro e commesse per le sue società. Il ruolo di Paolo Bellini, 55 anni, responsabile dell'Unità tecnica sugli impianti di segnalamento e automazione delle metropolitane Atm, è «procacciare», «portare a casa il lavoro». È «fare la puttana - dice intercettato poco più di un anno fa - . Per cui dò a quello, a quell'altro e quell'altro...
Qual è il mio guadagno? Un quid mensile come se prendessi uno stipendio... però è tutto molto occulto perché io tra l'altro non avendo partita Iva... è sempre un problema farsi pagare». Nell'indagine della Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza, Bellini è il centro del sistema intorno al quale ruotano grandi gruppi delle infrastrutture metropolitane come Siemens e Alstom, altri dipendenti Atm, imprenditori dell'elettronica e dei subappalti. Tanto che, nell'inchiesta del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e del pm Giovanni Polizzi, «non è emersa neppure una procedura di gara pubblica degli ultimi due anni - scrive il gip Lorenza Pasquinelli - che non sia stata attinta, in misura più o meno penetrante, dall'intervento abusivo di Bellini in favore di una o più imprese».
Il "metodo Bellini" È il «metodo Bellini» che pone i manager dei gruppi industriali al cospetto del funzionario Atm. E lui, «senza alcun timore reverenziale» ascolta le richieste e si fa carico dei bisogni. Poi telefona in azienda. In Atm può contare su colleghi fidati.
Chiama Stefano Crippa, arrestato insieme a lui e ad altre undici persone per corruzione, turbativa d'asta, peculato, falso. «Domani ti consegno il documento di chi sai, mi devi dare un'occhiata generale, poi ti spiego...», dice riferendosi alla pratica pilotata con Link consulting di Edoardo Lupi (indagato) a favore di Ansaldo/Hitachi. «Devo consegnarti un documento dei nostri amici...
ho già visto che se si presentano così... non va bene» dice a Gianluca De Lucia, altro dipendente Atm indagato. «Poi però ho bisogno di una risposta per il giorno dopo».
«Come Tangentopoli» In Atm da 26 anni, subentrato al padre nello stesso reparto, fino a ieri di Paolo Bellini si conoscevano due vicende: la sospensione di due giorni per la mancata vigilanza alla stazione di Rogoredo che provocò, un anno fa, un consistente furto di rame, e un calendario di Mussolini nel suo ufficio che portò a una denuncia di Anpi Atm al consigliere comunale Carlo Monguzzi. Ma, a tenere fede alle sue stesse parole, Paolo Bellini si muove tra appalti e tangenti da più di vent'anni. Intercettato, «confessa una maxicorruzione, penalmente prescritta - scrive il gip - ma che rileva in quanto argomento utilizzato per chiarire il suo modo di operare» ai manager di Engineering (Gerardo Ferraioli, Carmine D'Apice, Giovanni Rizzi, arrestati), che vogliono entrare nell'appalto da 127 milioni per il sistema di segnalamento della linea 2.
«Succederà come è successo in linea 1 - racconta Bellini - perché i tempi sono cambiati ma le modalità non son cambiate... lo ricordo perché forse ero un po' più giovane o comunque son rimasto, nonostante sia passato per Tangentopoli... io lavoravo in Metropolitana Milanese...
19 dicembre 2006... aperta la busta tecnica, Alstom aveva un punto e mezzo rispetto a Siemens, aprono la parte economica... Alstom 64 milioni, Siemens 12 milioni in meno, panico... io lavoravo per Alstom, gli avevo preparato le carte, scusate il termine, con una valigetta... alle 2 di mattina ha vinto Alstom». Secondo il racconto di Bellini, che non è stato verificato dagli investigatori perché non più perseguibile, «è vero che siam partiti a 64, ma dopo dieci anni è diventato 112...». Così dovrebbe succedere ora per l'ambito appalto della linea 2. «Questo qua parte da 127, tra sette anni che è il tempo tecnico arriverà a 200 con tutte le varianti».
Conto "Gabbietta" e Mercedes Come ai tempi di Tangentopoli, Bellini confida di voler aprire un conto, e chiamarlo Gabbietta, «altro omaggio - scrive il gip - alla memoria di Tangentopoli. Quando con lo stesso nome venne aperto un conto a Lugano dall'allora funzionario del Pci-Pds Primo Greganti». «A me mancano sette, otto anni per la pensione, vorrei farmi un conto Gabbietta, e far qualcos'altro poi da grande... c'ho in testa un agriturismo, i cavalli, la caccia...». Prima, però, gli affari. «Spero che esca la linea 2, guarda, perché se esce chiunque avrà bisogno di un pirla come il sottoscritto... e non me ne frega, vado a fare gli ultimi anni in Mercedes».

L'inchiesta Era il fulcro del malaffare

h Il ruolo Sfrutta la carica di responsabile dell'Unità tecnica sugli impianti di segnalamento e

h Le aziende Attorno a lui ruotano i grandi gruppi delle infrastrutture metropolitane come Siemens e Alstom, altri dipendenti Atm, imprenditori dell'elettronica

h La maxi-mazzetta Intercettato, confessa una maxicorruzione per l'appalto del segnalamento della linea 1, avvenuto nel 2006 e oramai prescritto «Io sono qui da quando c'era Tangentopoli»

h Il sistema In Atm Bellini anticipa informazioni riservate e bandi di gara ancora segreti.
Consegna chiavette usb piene di dati e requisiti tecnici, promette appalti, e si assicura ricompense in denaro e commesse per le sue società.
automazione delle metropolitane Atm jPaolo Bellini Funzionari o Atm, 55 anni, era il regista della corruzione

Foto: Il segnalamento L'appalto finito sotto inchiesta riguarda il segnalamento, che rallenta in automatico i treni se rileva un pericolo: rinnovato sulla Rossa, è in corso la stessa modernizzazione sulla Verde