scarica l'app
MENU
Chiudi
04/01/2020

Beffa sblocca cantieri

La Prealpina

I bandi pubblici rischiano di restare congelati DENUNCIAANCI
ROMA - Rischiano di restare bloccati fino a giugno tutti i bandi pubblici per opere di valore fino a 5 milioni di euro. «È uno degli effetti paradossali del decreto-legge chiamato " sblocca cantieri " e della incerta interpretazione offerta dai Tar e dal Consiglio di Stato - denuncia Guido Castelli, presidente della Fondazione Ifel (isttituto per la finanza e l ' economia locale) di Anci, l ' associazione dei comuni italiani - la norma mal scritta è stata applicata in maniera difforme e contrastante dalla giustizia amministrativa e fino a giugno il Consiglio di Stato, che si è pronunciato in due giorni, il 19 e 20 dicembre, in modo differente, non darà la sua definitiva interpretazione». Il decreto " sblocca cantieri " (dell ' aprile 2019) ha modificato l ' articolo 97 del codice dei contratti pubblici in tema di offerte anomale, intervenendo sul calcolo della cosiddetta soglia di anomalia. «Lo scopo dichiarato dal legislatore, nella sempiterna lotta alla corruzione,- spiega Castelli- era quello di introdurre delle variabili tese a impedire che fossero predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo della soglia di anomalia ma si è finito per creare un ' ambiguità sul sistema di calcolo: un valore percentuale o un valore assoluto? La cavillosità della questione ha fatto pronunciare in maniera difforme almeno cinque Tar regionali. E pure il Consiglio di Stato ha emesso sentenze divergenti, annunciando solo per giugno la sentenza di merito. Fino ad allora tutti i bandi pubblici, fino alla soglia di rilievo comunitario (dal 2 gennaio 2020 fissata in 5.350.000 euro) sono di fatto bloccati». «Di fronte a tanta confusione - prosegue Castelli - ai funzionari pubblici addetti alle gare in corso in migliaia di Comuni italiani non resta che attendere il nuovo pronunciamento del Consiglio di Stato, dal momento che a tutt ' oggi nemmeno i magistrati di Palazzo Spada hanno saputo diradare le nebbie. Anzi, a ben vedere, la V sezione nel breve volgere di 48 ore ha ingarbugliato ulteriormente la matassa, emanando tra il 19 e il 20 dicembre 2019 due ordinanze di tenore diametralmente opposto. Come dire: " non ha ragione nessuno " e tutto rinviato al 4 giugno con buona pace degli appalti in attesa di assegnazione. L ' eterogenesi dei fini è completa. Lo " sblocca cantieri " è diventato «blocca cantieri». Anche Cgil Cisl e Uil auspicano maggior chiarezza. «Bisogna rafforzare il modello del Codice dei Contratti Pubblici e neutralizzare gli effetti dello sblocca cantieri che ha finito per indebolire le condizioni di trasparenza e di legalità nel sistema degli appalti, senza peraltro produrre effetti positivi nell ' accelerazione delle opere già programmate. Abbiamo ribadito al ministro de Micheli la necessità di intervenire sul regolamento attuativo in fase di definizione e di strutturare un confronto serrato». © RIPRODUZIONE RISERVATA 5 milioni l SOGLIA MASSIMA Le gare per opere pubbliche che prevedono investimenti fino a 5 milioni di euro rischiano di rimanere in stand by per sei mesi 4 giugno l NUOVA SCADENZA La norma è di interpretazione ambigua anche per i magistrati. Sono state emesse due ordinanze opposte e rinviato tutto al 4 giugno