scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
05/06/2021

Basta la residenza Cambiano le regole per le case popolari

La Repubblica - Alessandro Di Maria

Eliminato il vincolo dei cinque anni
Cambiano le modalità per l'assegnazione degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica. La giunta regionale ha infatti approvato una legge, presentata dal presidente Eugenio Giani e dall'assessora alla Casa Serena Spinelli, che semplifica di non poco i requisiti per poterne accedere. La modifica riguarda l'articolo che impone l'obbligo di risiedere, o di svolgere la principale attività lavorativa in Toscana, da almeno cinque anni per poter presentare la domanda di assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Con questa legge il vincolo temporale viene a decadere. Ora la proposta dovrà passare il voto del Consiglio regionale. Un passaggio, questo, che a meno di clamorosi colpi di scena, dovrebbe essere abbastanza scontato. «Se il Consiglio modificherà le legge regionale 2/2019 nel senso da noi richiesto e giustamente molto sollecitato anche dai Comuni e dai sindacati degli inquilini - spiega Giani - il requisito per poter partecipare ai bandi per l'assegnazione di alloggi Erp sarà semplicemente quello della residenza nel territorio del Comune che pubblica il bando, oppure lo svolgimento in quell'ambito della propria principale attività lavorativa. Si tratta di un atto di chiarezza doveroso da parte della Regione, alla luce dell'orientamento della Corte Costituzionale che, a norma dell'articolo 3 della Costituzione, si è espressa per l'illegittimità di un'analoga disposizione contenuta nella legge della Regione Lombardia».
E infatti in passato non sono mancate le polemiche. A Pisa il sindaco di centrodestra Michele Conti lo scorso anno aveva inserito nel bando per l'assegnazione di una residenza Erp il limite temporale dei cinque anni, recependo quella che è la legge regionale attualmente in vigore. Ma questo non bastò a scatenare le ire di alcuni cittadini che non si videro assegnare l'alloggio e di alcuni sindacati, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari (Sunia), l'Unione Inquilini Pisa e il Sindacato Sicet Pisa, che presentarono ricorso al Tar, motivando l'azione proprio facendo riferimento alle sentenze della Corte Costituzionale. «Con questa modifica - aggiunge Serena Spinelli - pur in assenza di un'impugnazione diretta della legge toscana, si assicura l'aderenza della nostra legge ai principi costituzionali, sulla base dei quali la priorità deve giustamente sempre essere la condizione di bisogno in cui si trovano i cittadini, senza distinzione alcuna, né disparità di trattamento. Questo rispecchia la funzione sociale dell'edilizia residenziale pubblica.
Si tratta di garantire il diritto fondamentale ad avere una casa dove vivere, potendo accedere ai bandi per l'assegnazione degli alloggi. E in questo modo vogliamo mettere i Comuni, che stanno per pubblicare i bandi, nella condizione di poter operare con chiarezza e uniformità, in modo da evitare criticità ed eventuali ricorsi e impugnazioni, che rischierebbero di rallentare le procedure».

Foto: kErp Nuove regole regionali per accedere alle case popolari