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17/04/2020

«Basta accanirsi con le imprese»

QN - La Nazione

L'appello del presidente Cna, Oppedisano
PISA «Riaprire ovunque sia possibile». Non c'è più tempo secondo Francesco Oppedisano, presidente provinciale della Cna, per le circa tremila imprese artigiane pisane e bloccate dal lockdown disposto in seguito alla pandemia. Delusi dal Governo? «Senz'altro dall'ultimo Dpcm: ci aspettavamo di poter riaprire almeno alcuni settori come il tessile, la moda e la meccanica (anche per salvaguardare quote di mercato ed export per il bene del Paese), ovviamente nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza e invece così non è stato». Come giudica le misure messe in campo finora? «Insufficienti. Il Dl Credito non risolve i problemi, li rinvia soltanto, aumentando il debito delle imprese, fornendo poca liquidità, con tempi lunghi e a macchia di leopardo E' sbagliato mettere in contrapposizione la salute con le attività economiche». Che cosa servirebbe? «In molti casi le chiusure sono totalmente ininfluenti rispetto ai rischi di contagio e quindi è solo dannoso imporre chiusure dove non ci sono pericoli per la salute. Penso a moltissime attività svolte dai soli titolari senza dipendenti o da ditte familiari. Lo stop di marzo è stato utile, ora invece è un accanimento in moltissimi casi: non abbiamo paura della sicurezza né di una maggiore sorveglianza nei luoghi di lavoro, anzi. Sarebbe naturale pensare a un rientro su base volontaria. E volendo insistere nella logica dei codici Ateco, che noi contestiamo, almeno si faccia ripartire il comparto manifatturiero, a partire da tessile e meccanica che è quello che ha tenuto a galla l'Italia nei 10 anni post crisi. Infine, il bonus per autonomi, partite Iva e professionisti va aumentato almeno a mille euro per i mesi di aprile, maggio e giugno ed è necessario un poderoso intervento di sburocratizzazione con la sospensione del Codice degli appalti». Il sindaco, Michele Conti, ha proposto una cabina di regia nella quale far confluire anche le associazioni di categoria. «Siamo pronti a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo per accelerare la ripresa, se e quando ci sarà richiesto. Tasse e imposte locali però vanno azzerate almeno proporzionalmente al periodo di lockdown e non solo sospese. Poi rivolgo un appello alle banche locali: da loro ci aspettiamo che facciano tutto il possibile per massimizzare gli effetti positivi delle garanzie messe a disposizione dal Governo. Anche il cuneo fiscale e contributivo su salari va ridotto per il 2020 a partire dalle addizionali Irpef comunali». Gab. Mas.