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30/12/2018

«Bari? Città orgogliosa»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PALAZZO DI CITTÀ IL CONSUNTIVO DEL 2018
Decaro, bilancio di fine anno a 6 mesi dalla nuova sfida elettorale CONTENITORI RIAPERTI «Per anni si è parlato di cultura senza che avessimo spazi dedicati: non è più così» OBIETTIVI RAGGIUNTI AMBIENTE «Completate le grandi bonifiche a tutela della salute ex Gasometro e Fibronit» «Nel 2018 abbiamo messo dei punti fermi sul lavoro avviato negli anni scorsi» STOP EMERGENZA «Trovate soluzioni per persone sole, povere o senza dimora con un lavoro invisibile»
NINNI PERCHIAZZI l «Finalmente torniamo a essere orgogliosi della nostra città. Oggi i baresi non si vergognano più di alcune cose e rivendicano con orgoglio di essere cittadini di Bari. Come fanno gli oltre 200mila che alla Vigilia di Natale erano in città, tra turisti e persone che lavorano fuori e tornano a casa per le vacanze». Spazio quindi al «Decaro-pride». È il discorso dell'orgoglio ritrovato del primo cittadino per la fine dell'anno e a sei mesi dalla nuova sfida elettorale, in corsa per (ri)conquistare la guida del capoluogo. TEMI CALDI - Cultura e i suoi contenitori messi a nuovo, attenzione alle periferie e agli spazi di socializzazione, ambiente e bonifiche dei siti inquinati, ma anche vocazione turistica, cantieri aperti e manuten zione delle strade: sono i punti cardine dell'azione ammini strativa degli ultimi quattro anni, «per la quale ora abbiamo una visione» sottolinea il sindaco, seduto sul divanetto della sua stanza a Palazzo di Città. Tenuta informale, camicia bianca e maglione blu, Decaro che è anche presidente nazionale dell'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni italiani), descrive quelli che definisce i tanti motivi di orgoglio dell'azione pubblica, non senza toccare i punti da rivedere e criticità. CULTURA - «Abbiamo parlato tante volte di cultura, ma prima non avevamo gli spazi - dice -: ebbene ora invece è possibile entrare nel Teatro Margherita restaurato e riaperto dopo 38 anni (in 28mila hanno assistito alla mostra multimediale di Van Gogh) o nel teatro Petruzzelli per godere della Traviata, un produzione del Petruzzelli stesso che è andata subito sold out per tutte le repliche». «Dopo anni in cui ci vergognavamo perché il Petruzzelli è stato associato alle inchieste, perché chi ci lavorava dentro ha rubato, oggi rivendichiamo con orgoglio la produzione con tanto di scenografia legata al nostro territorio che si rifà ai quadri di De Nittis», continua rammentando la possibilità di visionare la mostra esposta nel foyer, il museo archeologico e il Castello svevo, dove c'è il museo di San Nicola, «che invito tutti a visionare». «È un'esperienza per bambini e adulti, che ci fa scoprire come il Santo Patrono sia una figura identitaria di Bari ma anche di altri Paesi: è Santa Claus che Svizzera, Francia e Norvegia festeggiano il 6 dicembre, la giornata dei doni ai più piccoli - spiega Decaro -. Una tradizione che abbiamo voluto riprendere: il giorno in cui San Nicola e Santa Claus diventano una cosa sola, e la città accende il suo albero di Natale. E che oggi è uno degli appuntamenti più attesi per festeggiare l'avvio del Natale». SPAZI SOCIALI - Tradizioni e voglia di comunità ben si sposano con gli interventi mirati a creare spazi pubblici legati alla socialità e a favorire l'ag gregazione. «Negli ultimi 10 giorni abbiamo pubblicato circa 30 gare che consentiranno di avviare opere pubbliche importanti per la socializzazione. Due anni fa le gare di progettazione, adesso arrivano i bandi per la realizzazione di quegli spazi e opere importanti per la città che, chiunque sarà il sindaco, vedranno la luce: piazza Redentore, piazza Disfida di Barletta, il parco nell'area ex Gasometro, il parco di Catino. Possiamo dirlo con orgoglio». Interventi e cantieri avranno finalmente come epicentro le periferie. «In questi anni è stato come avvicinarsi a un quadro per metterne a fuoco i dettagli. Oggi, allontanandoci un po' da quel quadro, possiamo guardarne l'in sieme, e ammirare il frutto di un lavoro che è la nostra visione» evidenzia il sindaco, virando il timone su verde, parchi e iniziative sportive, «che in questa città hanno creato una vera e propria comunità». RETI CIVICHE - «Abbiamo provato a mettere a sistema tutte le migliori esperienze (i ragazzi di San Pio, il parco Garagasole, gli orti urbani) attraverso il bando "Reti civiche urbane" che finanzia associazioni, parrocchie, scuole, società private che vogliano animare la città - dice ancora -. Ebbene il risultato sono 12 grandi reti, una per ciascun quartiere, una cosa di cui essere orgogliosi perché testimonia la capacità di superare diffidenze, problemi, individualismi per lavorare insieme per la propria città». LA PRIMA COSA - Il senso di comunità e dell'acco glienza è testimoniato anche dall'impegno in favore degli ultimi. Della gente dimenticata e abbandonata. «La cosa di cui sono più orgoglioso, non solo da cittadino barese ma da sindaco, è quella di aver superato la logica dell'emergenza per le persone sole, in povertà o senza dimora con un lavoro spesso invisibile, ma che ha portato buoni frutti», spiega, non prima di svelare un aneddoto. «Quando sono diventato sindaco ho portato tutti gli assessori all'interno della tendopoli della Croce Rossa, che ospitava circa cento persone che potevano entrarvi alle otto di sera e dovevano lasciare la struttura alle otto di mattina. Oggi quella tendopoli è chiusa, e i cittadini che vi erano ospitati sono tra le 400 persone che accogliamo nella rete delle Case di comunità, un'esperien za innovativa di "co-housing". Se quest'anno la cena e il pranzo "degli abbracci" conteranno molti meno ospiti è perché molte delle persone che negli scorsi anni erano costrette a rivolgersi alle associazioni, sono nelle case di Comunità che hanno stanze private e spazi comuni, offrendo la possibilità a molti nuclei familiari di ritrovare la propria dignità e di avviare un percorso di autonomia». TURISMO -«Per anni ci si è interrogati sul fatto se Bari fosse o meno una città turistica e forse non lo eravamo. Ma una serie di circostanze concomitanti, prima fra tutte il fatto che la Puglia sia diventata un brand turistico, hanno fatto sì che oggi in città si registri il 97% di camere prenotate per il weekend di fine anno - rivela il sindaco -. Siamo secondi in Italia solo a Bologna. In una regione che segna un trend costantemente in crescita per il turismo Bari fa da capofila, da traino per la regione». Turismo e grandi eventi spesso vanno a braccetto, come dimostrano la visita estiva di papa Francesco o il ritorno di Canale 5 per il maxi-concerto di fine anno. «Il Papa che sceglie Bari in virtù del suo legame con San Nicola, santo ecumenico per eccellenza. Canale 5 che decide di tornare a Bari per la seconda volta, perché sa di trovare una città non solo accogliente, ma capace di gestire grandi eventi di piazza. Anche di questo i baresi sono orgogliosi: del palco più grande del Capodanno in Italia, di una festa di piazza con artisti di richiamo nazionale», incalza il sindaco. AMBIENTE - Una città più vivibile e accogliente anche grazie all'impegno per tutelare l'am biente. «Abbiamo completato tutte le grandi bonifiche a tutela della salute pubblica - ricorda il primo cittadino -: è terminata la bonifica dell'ex Gasometro, sul quale sorgerà il parco dedicato a Maria Maugeri, e la Fibronit non esiste più, mentre esiste il progetto per il parco della Rinascita in ricordo delle vittime dell'amianto proprio su quell'area». Fiera del Levante e Bari calcio, «due situazioni fortemente critiche», secondo il sindaco hanno mostrato «l'orgo glio della comunità barese, capace di reazioni straordinarie». «La Camera di Commercio ha accettato la sfida di rilanciare la Fiera assieme alla Fiera di Bologna. E la Fiera del Levante non è fallita, anzi: grazie ai commercianti, agli imprenditori, alla filiera agricola guarda adesso con fiducia al futuro sostiene -. In seguito al fallimento della squadra, dopo una necessaria tabula rasa del recente passato, i baresi hanno provato sulla loro pelle l'orgoglio della rinascita, hanno acquistato 10mila abbonamenti e possono vantare numeri da serie A». CRUCCI - È il giorno del pride ma anche di qualche mea culpa . Innanzitutto la raccolta differenziata. «Avrei voluto estendere la raccolta dei rifiuti porta a porta a tutta la città, vedendo gli effetti positivi già ottenuti», dice. Poi il trasporto urbano. «Abbiamo rinnovato quasi in toto il parco mezzi dell'Am tab e abbiamo reso il servizio efficiente, ma non ancora efficace: dobbiamo riuscire ad aumentare corse e chilometri, perché la gente deve aspettare meno alla fermata». Una cosa che rifarebbe diversamente? «Sulla riqualificazione di via Sparano, cercherei di fare prima la partecipazione con la gente, come abbiamo fatto per Rossani e Margherita», dice, non senza dimenticare ciò che ancora oggi lo fa arrabbiare. «Sono le estorsioni. Che ci sono sempre. Ho fatto bene a denunciare quelle sulle fornacelle, poi abbiamo scoperto lo scorso anno che c'erano anche sull'albero di Natale. Non dobbiamo mai abbassare la guardia», afferma. «Il 2018 è stato l'anno in cui abbiamo messo dei punti fermi sul lavoro avviato negli anni scorsi e finalmente stiamo tornando ad essere orgogliosi di Bari», conclude, con un occhio alle prossime elezioni. «Farò la campagna elettorale facendo il sindaco. E so già che dovrò fare i conti con i disagi per i cantieri, ma so anche che i baresi avranno una città migliore».

PUNTA ALLA CONFERMA Giunto a fine mandato, il primo cittadino Pd punta ad essere rieletto alle elezioni amministrative della prossima primavera

DUE GLI EVENTI - CLOU «Questa città è stata scelta da papa Francesco per il raduno religioso la scorsa estate e da Canale 5 per il Capodanno»


Foto: IL PORTO E BARI VECCHIA Al primo punto della lista delle «eccellenze» descritte dal sindaco la forte crescita turistica della città legata anche alla Basilica di San Nicola [foto Luca Turi]