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30/03/2021

Barbujani: «Sulla Mecenati l’etica del sindaco è finta»

Il Gazzettino

«Il sindaco nella gestione del bando della fondazione Mecenati ha fatto falso esercizio di democrazia». Lo scrive in una interrogazione il consigliere Massimo Bobo Barbujani, capogruppo della lista civica Bobosindaco. L'ex sindaco non trova in tutta la vicenda motivazioni tali da fornire concrete e valide giustificazioni alle azioni amministrative intraprese da Barbierato. «Parla di rinuncia da parte di Cristiano Roccato. In realtà Roccato non aveva più i requisiti per essere consigliere». I dubbi per Barbujani sono legati alla nomina: «Chiedo come sia stato possibile ignorare il dato fondamentale della non residenza di Roccato al momento della nomina, cosa risaputa e ribadita dal consigliere Sandro Gino Spinello. Perché poi non è stato esercitato un controllo sul possesso dei requisiti su tutti i consiglieri? Mi chiedo come il sindaco abbia potuto avallare la nomina di Roccato». Barbujani esprime forti perplessità in merito alla decisione di inserire nel nuovo bando il criterio del possesso di competenze anche in campo musicale. «Nel precedente bando - puntualizza - tale aspetto non era contemplato. La candidatura di Roccato non poteva, quindi, essere legata a un criterio non richiesto. Gli altri consiglieri non presentano specifiche competenze musicali, peraltro non contemplate nello statuto Mecenati. Nel primo bando poi le candidature erano sette. Due di queste ora non vengono considerate». Barbujani si è detto convinto che il sindaco voglia fornire l'idea di partecipazione, di esercizio attivo della cittadinanza, di ascolto, di apertura e di democrazia per poi finire con l'esercitare un controllo, diretto e immediato scegliendo persone vicine alle proprie posizioni». Nulla di illegale, per Bobo, essendo le prerogative di un sindaco «Ma eticamente lontano dall'idea di primo cittadino e di governo che Barbierato aveva promesso. Poteva scegliere direttamente senza ipocrisie e finte aperture ai cittadini che non meritano di essere destinatari di falsi esercizi di democrazia».
G.Fra.
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