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12/06/2021

Banzi: «Il sindaco dica di no alla vendita della rete del gas»

Gazzetta di Mantova - Sa.Mor.

Il leader di Sinistra italiana invita la maggioranza di centrosinistra ad opporsi «Tea deve continuare ad investire per rafforzare la sua indipendenza» in vista della gara d'appalto
«Il sindaco e la maggioranza dicano no alla vendita delle reti, a partire da quella del gas». A chiederlo è Fausto Banzi, coordinatore di Sinistra Italiana, preoccupato per le continue voci sulle intenzioni di Tea di disfarsi della rete con cui distribuisce il metano in città e in altri Comuni. In verità, già da tempo Tea ha smentito di essere interessata a questa eventualità, ma i rumors non accennano a placarsi e, in vista della mega gara (si parla di un valore di oltre 100 milione di euro) per la distribuzione del gas nei 36 Comuni dell'Atem 1, di cui il Comune capoluogo sarà stazione appaltante, la preoccupazione, soprattutto tra i lavoratori del settore, non accenna a placarsi. Il caso è noto. Con la gara, per la verità ancora di là da venire, un'unica società dovrebbe assicurarsi la distribuzione del gas nei 36 Comuni e un'altra, oppure la stessa, nei restanti Comuni dell'Atem 2 (stazione appaltante il Comune di Suzzara).Tea potrebbe partecipare alla gara, ma potrebbe rinunciare oppure perderla. Ecco che la multiutility potrebbe essere tentata di concentrarsi solo sul business dell'ambiente (rifiuti, teleriscaldamento, ecc.) e dell'acqua e vendere la rete del metano, guadagnando di più che dal semplice affitto nel caso la cedesse alla società vincitrice della gara. Uno scenario, questo, a cui Sinistra italiana si oppone fino a minacciare di uscire dalla maggioranza che regge il Comune di Mantova, proprietario al 73% di Tea e, quindi, secondo Banzi, in grado di far sentire il suo peso nella società di via Taliercio. Va detto che Sinistra italiana ha un solo consigliere comunale e che, quindi, la sua eventuale fuoriuscita dall'alleanza non avrebbe effetti pratici sulla maggioranza; tuttavia, aprirebbe una piccola crepa nel monolite palazziano. «Le reti del gas, dell'acqua o del teleriscaldamento - sottolinea Banzi - sono state costruite con i soldi dei cittadini e con gli investimenti della amministrazioni passate. Per questo chiediamo al sindaco di non pensare alla vendita della rete anche in caso di perdita della gara per la distribuzione del gas, ma di affittarla mantenendone la proprietà. Nel caso la rete finisse nelle stesse mani di chi distribuisce il gas - mette in guardia Banzi - l'amministrazione comunale si priverebbe di un potere contrattuale importante per la difesa degli interessi dei cittadini anche agevolando la libera concorrenza tra aziende erogatrici». Banzi ricorda anche che il piano industriale di Tea 2017-2023, approvato dai soci e dal cda, «prevedeva investimenti per 230 milioni di euro per affrontare le due gare del gas, la gara per il gestore unico dell'acqua nonché la realizzazione di una serie di progetti di revamping di numerose attività come bonifiche, efficientamento energetico e ulteriore sviluppo della rete di teleriscaldamento». E per far crescere gli investimenti di Tea e consolidare la sua presenza nel Mantovano era stato acquisito il prestito obbligazionario di 30 milioni di euro. «Questo - dice Banzi - avrebbe fatto aumentare il valore delle quote dei Comuni lasciandoli proprietari al cento per cento. A distanza di poco tempo qualcuno sembra intenzionato a cambiare politica e a svendere la proprietà della rete, patrimonio dei mantovani, rinunciando alla gara per la distribuzione del gas». --Sa.Mor.