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25/05/2021

Bando truccato a Urban Lab “Agito nell’interesse di Torino”

La Stampa - LEONARDO DI PACO GIUSEPPE LEGATO

L'ex vicesindaco Montanari e la direttrice Campana indagati per turbativa si difendono in 900 pagine gli atti su cui si fondano le accuse: "Ma noi siamo fiduciosi e sereni" IL CASO
«Ho sempre agito nell'interesse della Città e dell'associazione Urban Lab, me lo aspettavo e rimango tranquillissimo». Non si scompone l'ex vicesindaco e assessore all'urbanistica (poi defenestrato da Chiara Appendino) Guido Montanari, che assieme ad altre tre persone(vertici ed ex vertici) ha ricevuto dalla procura di Torino l'avviso di conclusioni delle indagini sull'associazione fondata dalla Città che si occupa di politiche urbanistiche con sede in piazza Palazzo di Città.In gergo tecnico l'ipotesi di reato è "turbata libertà di scelta del contraente". In sostanza si ipotizza che un bando del Comune di Torino del 2019 sia stato realizzato ad hoc per confermare l'attuale direttrice, Valentina Campana. Pilotato per non far vincere nessuno. Per questo, oltre a Montanari, sono finiti nei guai la stessa Campana, la presidente Elena Dellapiana (docente del Politecnico voluta da Montanari quando era vicesindaco) e Marco Demarie in rappresentanza della Compagnia di San Paolo che è socia del Comune all'interno dell'associazione. «Eravamo informati delle indagini - prosegue Montanari che a giugno aveva ricevuto l'avviso di garanzia ndr) - e sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Come sempre ci sarà ancora massima disponibilità nel voler collaborare, anche perché non ho niente da rimproverarmi. Adesso che hanno chiuso le indagini vedremo se saremo rinviati a giudizio. Non ho nessuna preoccupazione a riguardo: mio nonno diceva sempre "male non fare e paura non avere"». In realtà l'avviso inviato dal pm Gianfranco Colace è il preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Anche l'attuale direttrice, Valentina Campana, sdrammatizza. «Fino a che non leggeremo le carte non potremo nemmeno sapere quale è il punto della questione. Per ora bisogna attendere ma per quanto mi riguarda sono fiduciosa e serena ma sono abituata a rispondere solo quando conosco i fatti. Io non ho ancora letto le carte ma avremo tempo per farlo e per scoprire quali sono le accuse che ci vengono mosse». Nel bando, pubblicato a marzo 2019, era scritto che si cercava un figura «di comprovata professionalità ed esperienza nell'ambito delle attività svolte dall'associazione» e che possedesse «spiccata creatività, intraprendenza e attitudine a collaborare con lo staff». Un modo per far sì che fosse per molti complicato aggiudicarsi l'incarico di direttore e che quel ruolo rimanesse alla Campana. In sostanza una gara truccata per fare si che nulla cambiasse ai vertici dell'associazione. Tocca adesso ai legali degli indagati (tra cui Alberto Mittone e Cosimo Palumbo provare a smontare le accuse che si snodano su circa 900 pagine di atti giudiziari, di bandi, di corrispondenze e di chat recuperate dai carabinieri nei telefonini sequestrati mesi fa di cui è stata fatta una copia forense. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ieri abbiamo dato la notizia della chiusura indagini sul bando per la nomina del direttore di UrbanLab. Oltre a Montanari, Dellepiana e Demarie, indagati da giugno 2020, si è aggiunta la presidente Valentina Campana. Per tutti l'accusa è turbativa d'asta

Foto: REPORTERS


Foto: La sede dell'Urban Lab a Torino