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20/10/2018

«Bando sulle case popolari sbagliato e incostituzionale»

Il Tirreno - MANUELA D'ANGELO

Potere al Popolo: vengono esclusi tutti gli stranieri lavoratori autonomi Bardoni: o l'amministrazione ignora la legge o c'è l'intento di discriminare lo scontro
MASSAIl Comune pubblica il nuovo bando per l'edilizia popolare ma, secondo Potere al Popolo, «è tecnicamente sbagliato, incostituzionale e crea una vera e propria discriminazione tra lavoratori».Ad avallare la posizione di Potere al Popolo c'è l'Asgi, l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, a cui è stato inviato il bando per ottenere un parere fondato. A spiegare la situazione è Riccardo Bardoni, responsabile della commissione sociale per Potere al Popolo. Intanto, nel bando per l'edilizia popolare del Comune si legge che l'accesso è riservato a chi possiede "cittadinanza italiana o di uno Stato aderente all'Unione Europea; permesso di soggiorno Ue, per soggiornanti di lungo periodo o in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale purché, in questo caso, esercitino regolare attività di lavoro subordinato o, infine, in possesso di permesso di soggiorno per asilo politico o per protezione sussidiaria". «In pratica - dice Bardoni- vengono o esclusi dall'accesso alle case popolari tutti gli immigrati che svolgono lavoro autonomo». Il bando cozzerebbe, secondo l'Asgi, anche con il testo unico sull'immigrazione, dlgs 286/1998, che all'articolo 40 comma 6 (modificato in ultima stesura dalla Bossi-Fini) riporta: "Gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo, hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni regione o dagli enti locali per agevolare l'accesso alle locazioni abitative e al credito agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa di abitazione".«Lo scivolone dell'amministrazione- continua Potere al Popolo- può avere solo due spiegazioni: o ignoranza della legge, o il volontario intento di discriminare i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti. Fatichiamo a credere che con tutti gli avvocati che siedono in giunta e in consiglio, compreso il sindaco, chi amministra non conosca la norma in oggetto; ne consegue che siamo di fronte a una scelta ben precisa: escludere dall'accesso all'edilizia popolare cittadini stranieri che risiedono regolarmente in città, che si sono costruiti un'attività lavorativa e pagano tasse e contributi, solo in quanto autonomi». E Potere al Popolo va anche oltre: «Non è solo un problema di discriminazione, ma un attacco al mondo del lavoro. Una scelta che stride con gli scenari che il mondo del lavoro presenta e che coinvolgono italiani e stranieri. Sempre più spesso nei settori legati a edilizia e manutenzioni la richiesta è quella di lavoratori a partita Iva, piccoli artigiani, a cui affidare lavori di rifinitura o parti di esecuzione di ristrutturazioni e costruzioni». -- MANUELA D'ANGELO

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