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27/10/2018

Bando snobbato dai privati presentate solo due offerte

Il Tirreno - FRANCESCO ALBONETTI

L'operazione di Comune ed Epp per acquistare case sfitte non è decollata Biancalani: «Per fortuna saranno presto disponibili un centinaio di alloggi nuovi» emergenza abitativa
PRATOEdifici privati da acquistare per adibire a case popolari. L'appello era stato lanciato dall'Epp (edilizia pubblica pratese) la scorsa estate attraverso un bando pubblico. L'idea era buona e il Comune ci credeva, anche perché il progetto può contare su un finanziamento regionale di 5 milioni. Il bando scadeva il 14 settembre e, a quella data, le offerte pervenute dai privati sono state soltanto due: una a Montemurlo e l'altra a Montepiano. Zero a Prato. Il Comune ci crede ancora, ma il tempo stringe, in quanto l'operazione va portata a termine entro la fine dell'anno, poco più di due mesi di tempo. E non esiste, al momento, un "piano B", se non il completamento di una serie di lavori di nuovi alloggi o case da ristrutturare, che consentirà di aumentare la disponibilità di un centinaio di posti, che andranno a sgravare la lunga graduatoria (1.700 persone) dei disperati in attesa di una casa popolare. «Purtroppo da Prato non è arrivata nessuna offerta - dice l'assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani - Forse perché per molte case vuote c'è di mezzo il curatore fallimentare o sono all'asta. Lunedì (domani per chi legge n.d.r.) avremo un'assemblea del Lode, l'organismo composto dai rappresentanti dei Comuni che dà gli indirizzi politici all'Epp, per fare il punto della situazione e parlare proprio di questi alloggi. Per ora il bando è chiuso e le domande sono queste».Ciò nonostante Biancalani è fiducioso e parla di «buon momento». La fiducia arriva dal fatto che sono in fase di ultimazione una serie di lavori che aumenteranno la disponibilità di alloggi nei prossimi mesi. «In tutti sono 65 nuovi alloggi - fa sapere l'assessore al sociale - di cui 29 a San Giusto, 11 a Montemurlo, 4 in via Roma. Questi ultimi saranno pronti entro una decina di giorni. Inoltre, stiamo ristruttuando alcune case che sono state lasciate in condizioni pietose e non abitabili. A questi si aggiungono 20 alloggi recuperati da vecchie assegnazioni. In tutto si arriva a un centinaio di appartamenti in più a disposizione. «A Prato, è ormai cosa risaputa, abbiamo un gran bisogno di aumentare il numero di case popolari». I numeri sono sconfortanti: a fronte di una lista di attesa di 1.700 famiglie e 600 in emergenza abitativa, le case popolari sono 1.800, mentre una città di pari abitanti come Livorno ne ha 8.000. Ecco spiegato il senso dell'operazione di abitazioni sfitte dai privati, contando sul cospicio finanziamento della Regione che la scorsa estate aveva reindirizzato verso il recupero del patrimonio esistente i fondi destinati a due palazzine di nuova costruzione che sarebbero state realizzate a Pizzidimonte e Galcetello. Epp e Comune non aveva fatto i conti con la scarsissima disponibilità dei privati, soprattutto a Prato che è di gran lunga il comune più grande e con il numero maggior di case sfitte, a sbarazzarsi dei propri beni immobiliari, forse ancora ritenuti una fonte di investimento familiare. Prato pioniera, tanto che l'assessore regionale Ceccarelli, quando fu lanciato il bando, disse che, se questa procedura funzionerà, potrà essere estesa ad altre realtà toscane. --FRANCESCO ALBONETTI

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