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28/01/2021

«Bando ristoranti e bar, i tempi sono biblici»

QN - Il Resto del Carlino

«Una boccata d'ossigeno, peccato che arriverà troppo tardi, quando alcune imprese non ci saranno più». Giovanni Nora, portavoce dell'associazione Ristoratori Modena e provincia, commenta così il bando nato dall'intesa tra Regione e l'Unione delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna che stanzia ulteriori contributi per baristi e ristoratori, fino a 3000 euro a fondo perduto. I ristoratori pensano che questi soldi, necessari, dovrebbero arrivare più infretta: «Visto che il bando si chiude il 17 febbraio, sarebbe opportuno farli arrivare almeno a inizio marzo. Altrimenti per alcuni sarà troppo tardi. La burocrazia che c'è dietro è pazzesca, malgrado ormai sia tutto digitalizzato». La protesta relativa ai passaggi burocratici complicati, ai tempi biblici e a requisiti stringenti - che tagliano fuori chi è più in difficoltà - è stata raccolta dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Michele Barcaiuolo: «Stando a quanto riportato nel bando - scrive Barcaiuolo - non tutte le attività potranno accedere al contributo, ma solo quelle con il codice Ateco della ristorazione con somministrazione oppure di bar ed esercizi simili senza cucina, lasciando fuori ad esempio agriturismo, pasticcerie, gelaterie e ambulanti. Inoltre l'erogazione dei ristori è condizionata alla regolarità contributiva nei confronti di Inps e Inail», aggiunge. «Ma come fa la nostra categoria ad essere in regola con il pagamento dei contributi se non abbiamo lavorato e quindi non c'è liquidità?», si chiede Nora. Come rileva Barcaiuolo, inoltre, la burocrazia è un ostacolo: «E' richiesta l'identità digitale Spid oppure si può usare il Pin dispositivo tramite la Carta nazionale dei servizi. Insomma, una procedura che penalizza gli imprenditori più anziani». Nora, titolare del ristorante Enzo, la domanda l'ha presentata con l'aiuto dell'associazione di categoria e del commercialista: «Altrimenti non ce l'avrei ma fatta - dice - consiglio a chi si trova scoraggiato di avviare la procedura a rivolgersi alle associazioni», dice. Il requisito principale, coerentemente agli obiettivi dei provvedimenti che hanno stanziato le risorse, è che le imprese richiedenti abbiano avuto un calo del fatturato medio nel periodo ricompreso tra il 1 novembre e il 31 dicembre 2020 pari o superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2019 ovvero, a prescindere dal fatturato, siano state attivate nel periodo dal 1/1/2020 al 1/11/2020. «Alla pubblicazione del bando - scrive Barcaiuolo che sul tema ha presentato anche una interrogazione regionale insieme ai consiglieri Marco Lisei e Giancarlo Tagliaferri - abbiamo accolto favorevolmente la manovra regionale per sostenere una delle categorie più colpite ma, dopo una attenta lettura, non posso che dirmi insoddisfatto dell'operato di questa giunta. La scelta di legare l'erogazione del contributo all'attestazione del Durc esclude proprio chi, a causa della crisi, magari non è stato in grado di pagare contributi Inps e Inail e magari proprio con quei ristori potrebbe mettersi in regola. Questa scelta rischia quindi di escludere una platea importate di aziende, bar e ristoranti in sofferenza». Valentina Beltrame