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12/06/2019

Bando risonanze magnetiche Esaote chiede il ritiro in Liguria

Il Secolo XIX

L'azienda contesta le limitazioni previste dall'Azienda sanitaria regionale (Alisa)
IL RETROSCENA Gilda Ferrari / GENOVA In Liguria una serie di circostanze sfortunate rendono la vita difficile ai produttori e agli utilizzatori di risonanze magnetiche settoriali, le apparecchiature piccole, con campo magnetico basso, più economiche delle full body e utilizzate per le articolazioni di gambe e braccia. L'ultima circostanza è il bando col quale Alisa ha aumentato il budget delle prestazioni sanitarie, prossimo a essere impugnato da Esaote e dalle strutture sanitarie che usano le risonanze settoriali. Si ricorderà la battaglia condotta e vinta da Esaote contro il decreto legge del 10 agosto 2018 che, per un errore ammesso dal ministero della Salute, avrebbe limitato, senza giustificato motivo, le vendite delle risonanze settoriali. Esaote, leader nella produzione di questo tipo di apparecchiature diagnostiche, aveva presentato ricorso al Tar del Lazio. Ma dopo che la potenziale stortura di mercato è stata denunciata, al ministero è stato attivato un tavolo di confronto e l'azienda è riuscita a ottenere una correzione del decreto legge. A quel punto il Tar ha sospeso il giudizio poiché il ricorso, a fronte dell'accordo raggiunto tra le parti, si appresta a essere ritirato. In seguito all'intesa raggiunta anche la Regione Liguria guidata da Giovanni Toti ha sospeso gli effetti di un regolamento che, se fosse entrato in vigore, sarebbe risultato in contraddizione con la normativa nazionale. Da Roma a Genova gli amministratori pubblici si sono allineati per non sottoporre le risonanze piccole alle stesse procedure autorizzative delle full body , una mossa che avrebbe rappresentato un appesantimento burocratico dannoso e non giustificato in termini medico-scientifici. Tutti d'accordo, tranne Alisa. L'Azienda sanitaria della Regione Liguria ha recentemente deciso di aumentare i budget per le prestazioni sanitarie delle strutture private accreditate, con l'obiettivo di ridurre le liste d'attesa. Alle prestazioni sanitarie con risonanze magnetiche è stato riservato un budget aggiuntivo di 380 mila euro ed è stato lanciato il bando di gara che invita le strutture a partecipare. Il bando, però, è riservato alle strutture dotate di risonanze magnetiche di potenza «pari o superiore a 1,5 Tesla». Sono quindi esclusi tutti i laboratori che utilizzano le piccole apparecchiature. Il bando è stato contestato da produttori e utilizzatori, decisi a difendersi da «un atto immotivato e discriminatorio». Esaote ha presentato istanza di riesame in autotutela al commissario straordinario di Alisa, chiedendo la «revoca del provvedimento con conseguente riapertura dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse». Le aziende sanitarie associate a Confindustria Genova che operano con le piccole apparecchiature sono, rivela una fonte, «determinate a difendere i loro interessi in sede legale». Confindustria Genova aveva scritto ad Alisa chiedendo di «entrare nel merito» del bando «con particolare riferimento ai requisiti specifici della diagnostica per immagini che le strutture devono soddisfare per poter disporre di un budget aggiuntivo». «Abbiamo scritto tre volte - conferma una fonte industriale - ma non è mai arrivata alcuna risposta». Ugualmente irritate sono le strutture sanitarie che aderiscono ad Ascom Salute, che hanno chiesto il ritiro del bando lamentando la discriminazione e sottolineando che «l'incremento del budget non può essere soggetto a requisiti diversi da quelli richiesti per le medesime prestazioni all'interno del tetto ordinario». Secondo Esaote il bando di Alisa è illegittimo per vizi e violazioni: «Manca di motivazione, c'è eccesso di potere e difetto di istruttoria, introduce restrizioni per le risonanze dedicate nonostante le stesse siano state escluse dalla normativa nazionale, è contraddittorio rispetto alla decisione dell'assemblea regionale sui decreti 117/17 e 101/18». -

Foto: La procedura nonpiace neppure alle aziende di Ascom e Confindustria


Foto: Tecnici al lavoro nello stabiimento genovese di Esaote