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20/04/2021

«Bando regolare, non siamo speculatori»

La Nuova Sardegna - di Roberto Sanna

Zaccaria, coop "Il Quinto elemento": «Il progetto sul sito protetto valorizza l'ambiente, ma c'è un'ostilità immotivata» La riqualificazione a Punta giglio
di Roberto SannawSASSARI«Stiamo semplicemente facendo il nostro lavoro. E ci piacerebbe molto, quando tutto sarà completato, che la gente venga a vedere di che cosa si tratta. Perché è un progetto che valorizza l'ambiente». Doris Zaccaria, componente della Cooperativa "Il Quinto elemento" che ha vinto il bando dell'intervento di riqualificazione delle vecchie installazioni militari di Punta Giglio, chiede che il lavoro venga giudicato in base alle competenze e alle direttive del bando.Partiamo dall'inizio: come siete arrivati a questo bando?«La nostra cooperativa è nuova. Siamo tre amici che si occupavano di tutt'altro, poi abbiamo deciso di cambiare vita dedicandoci alla natura».Perché la scelta di Alghero?«Era il bando che più ci intrigava. Scorrendo il sito del ministero c'erano tantissime proposte ma questa di Punta Giglio era quella più si confaceva alle nostre idee. Se tutto andrà in porto sarà il nostro primo e ultimo bando».In che senso?«Nel senso che non siamo speculatori né gestori di alberghi, non abbiamo altre attività delle quali occuparci. Il nostro lavoro sarà stare qui a Punta Giglio e portare avanti il progetto. E per questo respingiamo qualsiasi dietrologia».Per esempio?«Abbiamo vinto regolarmente. Non è un segreto il fatto che dieci anni fa ho lavorato per l'Unione europea, ma certo non ci ha dato una corsia preferenziale. Quanto al bando, era un bando nazionale con tanti concorrenti. Anzi, trattandosi di un bando internazionale, alcune domande arrivavano da fuori Italia».Quando è cominciata tutta la procedura?«Il bando risale al 2017, l'aggiudicazione al 2018. Poi è cominciata una lunga fase burocratica: di fatto, fino allo scorso dicembre nemmeno noi potevamo sapere tutti i particolari dei lavori. Ci hanno accusato di scarsa comunicazione, la realtà è che noi abbiamo sempre messo a disposizione tutto quello che avevamo, ma i tempi non dipendono da noi».Ci tenete sempre a dire che non ci sono speculazioni.«Nel 2018, non appena vinto il bando, siamo stati bollati così da alcuni ambientalisti. Il problema vero è che questo progetto viene presentato in maniera differente da quello che è in realtà. A dirla tutta, anche io scenderei in piazza a protestare se venissi a sapere che si tratta di una speculazione edilizia in un sito protetto».Invece?«Non possiamo aggiungere nulla all'esistente e il progetto iniziale del bando è stato ridotto. Ed è meglio così. Quella che viene presentata come una piscina è una vasca già esistente che non possiamo toccare, le luci verranno accese per un breve lasso di tempo al crepuscolo. E poi c'è un'altra cosa: le discussioni sulla gestione di questo sito risalgono a fatti antecedenti il 2017 e soprattutto non possiamo essere noi gli interlocutori».Con gli ambientalisti vi siete confrontati?«Con i vertici regionali delle varie associazioni sì. A livello locale c'è molta ostilità. Peraltro, non possiamo avere come controparte un gruppo che si è costituito e agisce sui social media».Hanno fermato i lavori per venti giorni, martedì ci sarà un sopralluogo.«Siamo disponibili a qualsiasi tipo di verifica. I confronti e le discussioni tra gli enti sono normali, li avevamo messi in conto. Serviranno, speriamo, a chiarire una volta per tutte questa storia».