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08/06/2021

Bando prorogato: non si trova una assessora

QN - Il Resto del Carlino

GATTATICO di Francesca Chilloni Caso «quote rosa», il sindaco Luca Ronzoni non si arrende ed è deciso a trovare una assessora: ha così prorogato la scadenza dell'avviso pubblico relativo alla nomina di ulteriori 30 giorni. Il bando era stato pubblicato il 3 maggio e scadeva ieri, ma è stato fatto slittare il termine per dare massima pubblicità alla selezione e - dicono i maliziosi - non darla vinta al gruppo consiliare del Centrodestra che aveva profetizzato che la selezione sarebbe andata deserta. Un bando paradossale, in un periodo in cui si parla di identità di genere più che di sesso biologico. Vengono poi requisiti morali e culturali, esperienza nel volontariato e disponibilità di tempo anche nei fine settimana. Il tutto finalizzato a reclutare una donna per la giunta Ronzoni (vi è solo la vicesindaca Federica Costi) e rispettare la legge Delrio che prevede che anche nei Comuni piccoli ci debba essere un equilibrio tra le «quote azzurre» e quelle «rosa»; sperando che la faccenda non si complichi con «quote arcobaleno», il sindaco inizierà la scrematura dei curricola e i colloqui politici il 3 luglio. Il bando era stato pubblicato dal Comune dopo quasi due anni di accese discussioni politiche, con i consiglieri di opposizione Paolo Savina e Paolo Del Sante che avevano interpellato il Prefetto e poi il Ministero degli Interni tramite l'onorevole Benedetta Fiorini, la Consigliera di parità regionale e presentato - sempre tramite parlamentari di area - un'interrogazione. Inoltre per protesta si erano rifiutati di partecipare alle sedute del Consiglio comunale, a partire da quella fondamentale sul Bilancio. Erano rientrati ai loro banchi dopo la pubblicazione del bando, esprimendo tuttavia molto scetticismo: «Restiamo quindi in attesa di vedere come andrà. Purtroppo l'Amministrazione pare essere stata sufficientemente accorta da non incappare in sviste o errori tali che ci avrebbero reso più semplice impugnarlo e contestarlo. Resta comunque il dato etico e politico: i requisiti richiesti e le condizioni ed i vincoli posti siano tali per cui è estremamente probabile che esso sia destinato ad andare deserto». Ed avevano anche aggiunto: «Si è trattato di un contentino, dato alle minoranze per indurle a riprendere l'attività consigliare in presenza? L'impressione è che l'azione messa in campo sia volta a cercare si sanare la situazione di fatto non intervenendo, ponendo invece solo le basi per far pendere a proprio favore il piatto della bilancia in una eventuale contesa legale di fronte al Tar. Ci auguriamo di essere smentiti dai fatti, una volta tanto».