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20/06/2019

«Bando pilotato verso Panta rei»

QN - Il Resto del Carlino

di ALESSANDRA CODELUPPI IL TAR prima, e il Consiglio di Stato poi, hanno dato ragione al Comune, sull'affidamento della gestione del nido d'infanzia 'Maramotti' alla cooperativa reggiana 'Panta rei'. Ma non la pensano così i magistrati Giulia Stignani e Valentina Salvi, titolari dell'inchiesta sugli appalti del Comune che vede quindici indagati, secondo cui quel bando sarebbe stato pilotato perché vincesse la cooperativa che ha sede in largo Marco Gerra, nonostante si fosse classificata seconda. «L'attività tecnica di intercettazione ha consentito di verificare come, a seguito di tale risultato, gli indagati si siano adoperati pervicacemente per trovare, insieme alla stessa commissione - scrivono i pm - un escamotage tecnico per ribaltare l'esito delle prime valutazioni, consentendo alla cooperativa di aggiudicarsi illecitamente la gara, a discapito dell'altro concorrente». Per questa vicenda l'avvocato Santo Gnoni, dirigente dell'ufficio legale del Comune, e i dirigenti del Municipio Roberto Montagnani (servizio appalti) e Paola Cagliari (responsabile unità appalti) sono indagati per turbativa d'asta perché, ipotizzano gli inquirenti, avrebbero favorito 'Panta rei'. L'asilo di via Zanti, nato dalla collaborazione tra il Comune e la Fondazione 'Giulia Maramotti', onlus rappresentata da Luigi Maramotti, che donò l'edificio, era finito al centro di un contenzioso per l'appalto che doveva essere aggiudicato secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa sul rapporto qualità-prezzo. Il servizio fu affidato alla società seconda classificata, 'Panta rei', e non alla prima classificata in base all'offerta economica, la 'Baby&Job'. Quest'ultima realtà fece ricorso al Tar di Parma, che nel 2017 confermò la bontà dell'affidamento alla cooperativa. Nella sentenza il giudice amministrativo scriveva che il Comune «aveva escluso 'Baby&Job' dalla procedura di gara ritenendo che la sua offerta fosse anomala». Il Tar decise che la cooperativa dovesse gestire il nido per tre anni, con facoltà di rinnovo per il triennio successivo. 'Baby&job' impugnò il verdetto, ma anche il secondo grado di giudizio confermò la sentenza. Ora, sotto la lente dei magistrati, è finito l'appalto per il periodo dal primo settembre 2016 al 30 giugno 2019. «Gli indagati hanno posto in essere condotte illecite finalizzate a turbare la gara pubblica per favorire l'aggiudicazione a 'Panta rei', che risultava affidataria dal 7 gennaio 2008 a seguito di procedure aperte, da ultimo con determinazione del direttore del 22 luglio 2013 per il periodo dal primo settembre 2013 al 30 giugno 2016». Gli inquirenti annotano che, «tramite la consultazione di fonti ufficiali, si è appreso che il 3 agosto 2016, nell'ambito della seconda seduta riservata alla commissione giudicatrice, la graduatoria vedeva come prima classificata una società diversa da 'Panta rei'». A seguito di questo risultato, gli indagati avrebbero creato le condizioni per ribaltare la classifica, sigillata poi con una determina dirigenziale del 3 marzo 2017 «che disponeva l'esclusione della società risultata aggiudicataria provvisoria». Giovedì scorso i militari della Finanza hanno perquisito gli uffici di via Largo Gerra sequestrando documenti cartacei e informatici. Il legale rappresentante della cooperativa Franca Mallica non risultava fino ad allora indagata. © RIPRODUZIONE RISERVATA