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10/08/2018

Bando periferie stop, Pavia perde 10 mln

La Provincia Pavese

Il Senato vota lo slittamento delle convenzioni al 2020. Il sindaco Depaoli: «Se sarà così, vado a palazzo Chigi a protestare»
Fabrizio Merli / paviaLo hanno chiamato "furto con destrezza", "rapina", "scippo". Per il Comune di Pavia vale, in tutto 10 milioni, soldi che erano destinati alla nostra città dal Bando per le periferie e che ora il governo Lega-5 Stelle vuole rinviare al 2020. Un pasticcio che sta sollevando un vespaio in decine di Comuni italiani.riqualificazione sociale mancataIl Bando periferie nasce poco dopo l'attentato islamista al Bataclan di Parigi il 13 novembre 2015. Matteo Renzi, che all'epoca presiedeva il Consiglio dei ministri, decide di stanziare fondi per riqualificare le periferie. L'obbiettivo è quello di togliere forza al disagio sociale dal quale genera l'estremismo terrorista. Il primo stanziamento è di 500 milioni, ai quali poco dopo si aggiungerà 1,6 miliardi di euro. I Comuni (Pavia inclusa) inviano progetti destinati a rendere le periferie luoghi meno alienanti. Ne viene approvata una prima tranche di 24, seguita da una seconda da 94. Pavia rientra in questa seconda fascia e, a fronte di 7,5 milioni provenienti dallo Stato, il Comune dovrebbe integrare la spesa con 2,5 milioni dal proprio bilancio.Ma nella discussione del decreto Milleproroghe, al Senato, l'altra sera è successo un pasticcio. Tutti (maggioranza gialloverde e opposizioni Pd, Fi, Leu) hanno votato a favore di un emendamento proposto dalla Lega. Salvo scoprire che quella piccola disposizione fa slittare al 2020 «l'efficacia delle convenzioni». Che significa? Che i Comuni, nel presentare i rispettivi progetti, hanno firmato convenzioni - cioè accordi - con la presidenza del Consiglio dei ministri. Accordi che, per inciso, hanno avuto la "benedizione" della Corte dei conti. E il Comune di Pavia è stato particolarmente diligente, visto che ha rispettato tutte le scadenze previste nel bando e, anzi, ha già depositato i progetti definitivi delle opere e si accinge a presentare i progetti esecutivi. Adesso, se l'emendamento fosse confermato alla Camera il prossimo mese di settembre, i progetti resterebbero in freezer sino al 2020. O meglio, vi resterebbero quelli della tranche da 94 Comuni (tra i quali, come detto, rientra Pavia) mentre quelli dei primi 24 comuni non dovrebbero avere problemi.Antonio Decaro, presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni, e sindaco di Bari ieri ha commentato: «Stiamo assistendo a un furto con destrezza. Siamo in presenza di un governo che straccia un contratto scritto, viene meno alla parola data. E tanti saluti alla leale collaborazione tra istituzioni. Sul bando periferie si fa confusione, mischiando sentenze, interessi politici e risorse economiche che nulla c'entrano tra loro».rabbia da sindacoMassimo Depaoli, primo cittadino di Pavia, è sul piede di guerra: «Se è vero che i fondi della prima tranche saranno distribuiti a pioggia tra tutti gli 8mila comuni; che il governo entrerà nel merito della qualità dei progetti; che i comuni dovranno attingere ai loro avanzi (in che misura, poi?) per coprire il buco del mancato trasferimento sarò il primo a ripresentarmi con la fascia nel cortile di Palazzo Chigi dove a dicembre con altri 90 colleghi di tutti gli schieramenti politici firmammo la convenzione. E stavolta non per sorridere nella foto». Insomma, i sindaci sono pronti alla rivolta. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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