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30/08/2018

Bando periferie, la Cna alza la voce: «Lo stop alle risorse è pericoloso per il territorio»

QN - Il Resto del Carlino

SILENZI E MIGLIORE
«BANDO periferie: uno stop alle risorse che può rivelarsi molto pericoloso». Lo sostengono con forza Paolo Silenzi e Alessandro Migliore rispettivamente presidente e direttore della Cna Territoriale di Fermo. «Si è trattato di uno stop che ha ù tenuto banco in queste settimane - commenta il presidente Silenzi - a causa di uno stop repentino a fondi che, nel Fermano come negli altri territori, sembravano ormai una realtà più che certa. Oggi accogliamo con favore la risoluzione proposta da alcuni consiglieri regionali, tra cui l'assessore Fabrizio Cesetti e il consigliere Francesco Giacinti, e poi approvata: è fondamentale dare un segnale di contrarietà forte, affinché quello che sembrerebbe uno scontro politico non abbia poi le serissime ripercussioni sociali ed economiche che anche Cna, come i sindaci interessati, teme». L'associazione esprime vicinanza e sostegno ai Comuni che si sono visti sfumare ingenti risorse per lo sviluppo di aree a rischio degrado, come quella di Lido Tre Archi. «Il bando periferie - prosegue Silenzi - rappresenta un'occasione importante di crescita per le comunità che ottengono i fondi, con conseguenze positive, da quello della sicurezza urbana». Migliore mette l'accento sulle conseguenze che un reale impegno delle risorse potrebbe avere sul tessuto economico e produttivo, con una precisazione però: «Confidiamo che, con il passaggio alla Camera, la situazione possa cambiare, grazie ad un impegno del Governo che vada oltre la contrapposizione politica, guardando alle necessità dei territori. Tuttavia, contestiamo la riforma degli appalti che sta letteralmente mettendo fuori mercato le piccole imprese». Nello specifico Cna rileva che, seppure a due anni dalla riforma si sia registrato un +36% del mercato degli appalti, questa al contempo ha significato un incremento dell'importo del lotto medio, salito oltre il milione di euro: «Le piccole imprese - spiega Migliore - restano a bocca asciutta, perché i lotti messi a gara, sono di solito fuori dalla loro portata, e questo riguarda il 95% delle aziende. Cna chiede che, alla riduzione delle stazioni appaltanti, Governo e Parlamento intervengano per affiancare strumenti che permettano alle piccole e medie di partecipare alle gare d'appalto indette nella loro area». Mauro Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA