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05/10/2018

Bando periferie è ancora scontro Il ministro Stefani rassicura i sindaci

La Nuova Venezia - Francesco Furlan

Il dem Ferrazzi: «Stanno prendendo in giro gli enti locali» Brugnaro: «I progetti sono pronti, ora tocca al governo»
Francesco Furlan / VENEZIAEsultano i piccoli e medi comuni del Veneziano che potranno tornare a spendere in opere pubbliche come strade, ciclabili o scuole. A Ca' Farsetti invece, dove la possibilità concessa dal governo - dopo due sentenze della Corte Costituzionale - di utilizzare per investimenti il risultato di amministrazione non permette di alzare l'asticella della spesa, si attendono risposte sulle risorse del bando per le periferie. E' questa, per il Comune di Venezia, la partita più importante nei rapporti con Roma e con il governo. Ventuno interventi per oltre 72 milioni di euro di investimenti: è il valore complessivo dei progetti che la Città Metropolitana e il Comune di Venezia erano riusciti a ottenere. Interventi che a Venezia vanno dalla riqualificazione della Stazione ferroviaria di porto Marghera (7,6 milioni di cui 3,8 finanziati dal bando) al rifacimento del Palazzo dell'ex Casinò al Lido (più di 13 milioni) passando per la ristrutturazione del complesso "Manifattura Tabacchi" per la realizzazione della Cittadella della Giustizia di Piazzale Roma. «Il Bando periferie aveva destinato alla cittadella 17 milioni di euro», ricorda a tutti Brugnaro in questi giorni, «e la cittadella della giustizia è un investimento sulla sicurezza. Per la legalità servono tribunali che funzionino, come lo spiegano ai cittadini? A Venezia vogliamo questo».Il governo ha garantito che le risorse, dopo essere state cancellate nel decreto Mille-proroghe, arriveranno per decreto. Nell'attesa, come dice ancora il sindaco Brugnaro, «noi abbiamo fatto quel che dovevamo fare, preparare e presentare i progetti al ministero». Nei panni di sindaco metropolitano, Brugnaro ha annunciato l'intenzione di incontrare i singoli sindaci per capire, progetto per progetto, come ci si possa muovere per aprire i cantieri.Del bando periferie si è discusso anche ieri al Senato, con un'interrogazione di Andrea Ferrazzi (Pd) cui ha risposto il ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani. «Restituiamo i soldi del bando periferie che sono stati portati via ai cittadini», ha esordito Ferrazzi, « proprio il giorno dopo l'incontro tra il premier e i sindaci dell'Anci». La replica del ministro Stefani non aiuta a chiarire: «Non è un blocco, ma un differimento al 2020 delle convenzioni». Ma nel frattempo qualche risorsa dovrebbe arrivare. «Il Governo, in ragione anche degli impegni assunti dal Presidente del Consiglio nell'incontro con l'Anci dell'11 settembre, intende adottare specifiche misure destinate alla legge di bilancio 2018 per garantire», ha detto, senza però specificare quali misure, che però devono essere «compatibili con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, per trovare soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo per le periferie». Un percorso ancora tutto da scrivere.«Il gioco delle tre carte», secondo l'opposizione Pd. «Stanno prendendo in giro i sindaci», attacca Ferrazzi. Di sicuro c'è che, per il Comune di Venezia, poco cambia dopo la circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze che certifica che le città metropolitane, le province e i comuni, nell'anno 2018, possono utilizzare il risultato di amministrazione per investimenti. Un po' perché negli anni passati il Comune ha chiuso in disavanzo (quindi senza tenere nulla in cassa) e un po' perché come spiega l'assessore al Bilancio, Michele Zuin, «un Comune come Venezia ha degli spazi finanziari adeguati che gli consentono, comunque, di realizzare investimenti sul territorio. La circolare del ministero quindi riguarda i Comuni più piccoli, mentre per una realtà come il Comune di Venezia sostanzialmente non cambia nulla». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI