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05/06/2019

Bando per l’assistenza ai disabili allarme sui ritardi del Comune “Servizio a rischio per seimila”

La Repubblica - Marina De Ghantuz Cubbe

La polemica
Non sulla pelle dei ragazzi disabili.
Questa la denuncia di sindacati, cooperative sociali, municipi e opposizioni di fronte al rischio che a settembre gli alunni che hanno bisogno di un sostegno allo studio siano lasciati soli. La questione è esplosa ieri in commissione Scuola: non è ancora stato pubblicato il bando per l'affidamento dei servizi di sostegno agli alunni che hanno bisogno degli assistenti educativi e in bilico, oltre ai lavoratori, ci sono circa 6 mila famiglie con bambini disabili.
Da un anno e mezzo il Comune aveva il mandato di partorire il bando: con il nuovo regolamento per il servizio degli operatori educativi per l'autonomia e la comunicazione (Oepa), approvato a fine 2017, l'erogazione dei servizi è stata centralizzata, passando dai municipi al dipartimento Scuola del Comune. Ma il maxibando da 150 milioni di euro da spendere in tre anni ancora non è arrivato e se l'assessora alla Scuola Laura Baldassarre assicura che «la gara sarà pubblicata entro questo mese» e si tratta «di un nuovo falso allarme», l'ipotesi ventilata in commissione è che a siano ancora i municipi a occuparsi del servizio, almeno fino a dicembre: «Ma nel caso di una proroga le risorse dovrebbero essere spostate di nuovo, dal dipartimento a noi», afferma l'assessore alle Politiche sociali del I municipio Emiliano Monteverde. E la possibilità che il sistema vada in tilt o si adotti la strada di un periodo di transizione da settembre a fine anno spaventa anche le associazioni: «Sono tutti preoccupati: genitori e operatori in primis - sostiene Anna Vettigli, referente delle cooperative sociali nel Lazio per Legacoop - Se il bando slitta e a gennaio cambiano le carte in tavola si interrompere il percorso di accompagnamento del ragazzo disabile e sarebbe un disastro».
Sul piede di guerra le opposizioni: «Il nuovo iter non decolla, i municipi non hanno ricevuto indicazioni e le scuole comunali sono in un limbo», attaccano i consiglieri Baglio, Corsetti e Zannola del Pd. A rispondere è il vicepresidente della commissione Scuola Nello Angelucci, primo firmatario della delibera del 2017: «Si tratta di un procedimento complesso e unico nel suo genere perché nel nuovo regolamento è indicata una procedura che affida i servizi in maniera flessibile da un punto di vista economico: la disabilità aumenta e se nell'arco dei tre anni abbiamo bisogno di spendere di più bisogna poterlo fare». Per la capogruppo di Roma Torna Roma, Svetlana Celli, però «non basta scrivere regolamenti, bisogna saper governare».