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06/10/2020

«Bando per l’area di crisi complessa proroga inutile per le piccole aziende»

Corriere Adriatico

Critico il vicepresidente della Confartigianato Totò: «I limiti di spesa escludono molte imprese del territorio»
L'ECONOMIA
MACERATA L'Area di crisi complessa si basa sugli investimenti degli imprenditori ma arriva in un periodo particolare e delicato dove la maggior parte delle aziende, danneggiate dal lockdown, non ha le risorse per investire e non vede un futuro chiaro e leggibile. Un futuro dove, sottolineano soprattutto gli imprenditori del comparto moda, le aziende del Sud Italia (a partire dal vicino Abruzzo) potranno beneficiare del cosiddetto sconto Sud sui costi del lavoro.
Il rischio
Il rischio di questa decisione del Governo, aspramente criticata dalle imprese marchigiane, è che le aziende delle Marche siano invogliate a trasferirsi in Abruzzo. Non solo. C'è anche la concreta possibilità che le griffe abbandonino i terzisti del distretto fermano-maceratese per rivolgersi a quelli del Sud capaci di praticare prezzi inferiori proprio grazie a questo provvedimento. Mancanza di risorse e mancanza di futuro: invitare l'imprenditore ad investire non sembra la strada giusta.
Le imprese
«La pandemia ha costretto le imprese a riprogrammare i propri investimenti, cercando di ottimizzare al massimo le risorse a disposizione ed impiegarle esclusivamente per interventi strettamente necessari alla continuazione dell'attività» conferma il vicepresidente territoriale di Confartigianato Macerata-Fermo-Ascoli Piceno Lorenzo Totò che definisce inutile la proroga al 7 ottobre concessa dalla Regione Marche come termine di scadenza per la presentazione delle domande relative al Bando per il finanziamento di progetti di investimento e diversificazione produttiva localizzati nell'area di crisi complessa. «Questo bando è stato purtroppo concepito nella maniera sbagliata - osserva Totò - e occorre constatare come tale nuova proroga non comporterà, prevedibilmente, un maggior interesse da parte delle micro e piccole imprese, visto che tale bando non è affatto pensato per loro».
Il bando
In particolare il bando prevede un investimento compreso tra 100.000 e 800.000 euro. «Un limite minimo che esclude le micro e piccole imprese del territorio di riferimento, che costituiscono invece la stragrande maggioranza del tessuto economico e produttivo» osserva lo stesso vice presidente. Altro punto critico riguarda i termini di ammissibilità di spesa, in quanto il bando prevede che i progetti ammessi a finanziamento debbano essere avviati a partire dal 23 luglio e comunque entro 15 giorni dalla data in cui le imprese ricevono la comunicazione di concessione.
Il piano
La non retroattività del provvedimento determina dunque un'esclusione inevitabile per quelle imprese che hanno effettuato investimenti agli inizi del 2020. «Questi sono soltanto alcuni degli aspetti più critici. Auspichiamo che con la nuova Giunta regionale, ancora in fase di costituzione, queste modifiche vengano prese in considerazione, affinché le imprese possano beneficiare effettivamente delle ingenti risorse residue, evitando il non utilizzo delle stesse» conclude Lorenzo Totò.
Massimiliano Viti
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