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18/02/2021

Bando per la concessione della sorgente Tesorino

Il Tirreno - Nilo Di Modica

Dopo la battaglia legale con l'ultimo gestore, nuova gara indetta dal Comune per l'affidamento dei diritti fino a un massimo di 25 anni: verdetto il 19 aprile il futuro dell'acqua di montopoli
montopoli. Bando riaperto fino al prossimo 12 aprile. Questo il termine fissato dal Comune di Montopoli per chi ha intenzione di accaparrarsi la storica sorgente del Tesorino, attraverso un bando di gara che, di fatto, rimette in ballo la concessione per la "coltivazione" delle acque fino ad una durata massima di 25 anni. Un passaggio cercato a lungo dall'amministrazione comunale dopo le varie peripezie che avevano caratterizzato i rapporti fra l'ente e l'ultimo gestore della concessione. La decisione di revocare i diritti sulla sorgente era giunta mesi fa alla fine di un lungo braccio di ferro, in cui l'amministrazione comunale imputava all'azienda Mlc l'eccessiva morosità per i canoni di concessione per lo sfruttamento della sorgente: un debito che a gennaio 2020 si aggirava intorno ai 50mila euro fra rate non pagate e spese della causa stabilite dal giudice del Tribunale delle acque pubbliche. Somma alla fine versata, ma alla fine di un percorso accidentato che ha leso inevitabilmente il rapporto di fiducia fra comune e azienda. L'ultimo capitolo della vicenda, poi, si era chiuso meno di un mese fa di fronte ai giudici del Tar, ai quali l'azienda si era rivolta nel tentativo di annullare la determina dirigenziale con la quale il Comune revocava i diritti di emungimento della sorgente. Determina invece confermata, con rigetto del ricorso. La palese volontà dell'azienda "uscente" di mettersi in pari con i pagamenti nei confronti del Comune, oltre che di normalizzare i rapporti sindacali sul fronte di salari ed emolumenti di ex lavoratori e degli addetti rimasti, molti dei quali nel 2020 sono stati a lungo in cassa integrazione, hanno fatto ipotizzare ad alcuni l'esistenza di nuovi investitori interessati a rimpinguare le casse del soggetto privato titolare dell'ultima concessione. Soggetto che in questi anni, tramite i titolari, aveva promesso un rilancio dell'attività di estrazione che avrebbe dovuto coinvolgere una grossa corporation cinese, per un investimento di vari milioni di euro. Annunci che però non avevano incontrato la fiducia di sindacati e istituzioni. Non è da escludere però che proprio la vecchia gestione, alla luce di nuova liquidità, sia interessata a ripresentare un progetto industriale in vista del bando. Altri soggetti, comunque, avrebbero nel mentre salito le scale del comune per chiedere informazioni sulle condizioni. La sorgente si trova nel lembo sud del territorio comunale. L'area di concessione oggetto del bando consta di 325 ettari e si estende sul territorio tre comuni, oltre a Montopoli, anche Palaia e San Miniato. I termini della concessione, comprensivi di autorizzazioni necessarie, fidejussioni e canoni oltre che sul bando pubblicato in albo e disponibile sul sito istituzionale (www.comune.montopoli.pi.it), sono normati per quanto riguarda l'attività estrattiva dal "Regolamento per la ricerca e la coltivazione di acque minerali, di sorgente e termali" approvato dall'ente nel 2017. «Come abbiamo sempre detto - dice il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi - il nostro unico interesse è quello di dare ad un marchio storico del nostro territorio una gestione stabile e sicura». Il responso è previsto per il prossimo 19 aprile, giorno dell'apertura delle buste. -Nilo Di Modica© RIPRODUZIONE RISERVATA