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18/03/2021

Bando per gli alloggi popolari Italia Viva contro la bozza «C’è il rischio di impugnazione»

QN - La Nazione

Edilizia pubblica
LA SPEZIA Lunedì l'annuncio, da parte del sindaco della Spezia Peracchini e dell'assessore ai servizi sociali Giorgi riguardo l'arrivo del nuovo bando - a quasi 10 anni di distanza dal precedente - per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale popolare. Ieri dall'opposizione si è alzata la protesta: le consigliere di Italia Viva Federica Pecunia e Dina Nobili, mettono sotto accusa uno dei requisiti annunciati dalla giunta, i cinque anni consecutivi di residenza o di attività lavorativa sul territorio. Un punto inserito - con alcune deroghe - nella delibera della giunta regionale 613/2018, 'Nuovi indirizzi e criteri per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica', che regola il settore. Durante l'annuncio, sia Peracchini che la Giorgi hanno fatto riferimento al lustro di permanenza o lavoro sul territorio come elemento che «garantirà un maggior punteggio, fino a 40 punti, ai partecipanti» e non come requisito di accesso, pur precisando che è proprio alla legge regionale che si debba guardare per i criteri di assegnazione. «Viene descritto come un bando pieno di novità, ma l'unica vera brutta novità - spiegano Pecunia e Nobili - è la completa adesione alla legge regionale. Esiste però in giurisprudenza almeno una legge con analoghi criteri, quella della Lombardia, che ha già ricevuto parere contrario della Corte costituzionale, nella sentenza numero 44 del 2020. La Corte ne ha infatti decretato l'illegittimità costituzionale limitatamente proprio al criterio dei cinque anni di residenza anagrafica o svolgimento di attività lavorativa. È chiaro che se il bando venisse promosso con questi criteri, si esporrebbe al rischio di essere impugnato e dunque di venire bloccato, con conseguenti danni per le famiglie che da tempo attendono la pubblicazione del bando per l'assegnazione degli alloggi». C.T.