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04/03/2020

Bando migranti, nuova deroga fino ad agosto

QN - Il Resto del Carlino

Proroga rinnovata fino a fine agosto. Questo è il ritmo che, ormai da luglio 2019, scandisce i tempi dell'accoglienza migranti reggiana. Da quando, in pratica, il decreto sicurezza tagliò i fondi destinati alle cooperative, portando da circa 35 euro a 21 il contributo calcolato per ogni persona accolta, e tutti i bandi per l'accoglienza andarono deserti. Anche stavolta il prefetto Maria Forte ha optato per una proroga di sei mesi, fino al 31 agosto, dopo che l'ultima era scaduta sabato scorso. «La proroga ci trova sostanzialmente d'accordo - ha affermato il presidente della cooperative L'Ovile, Valerio Maramotti -. Abbiamo più volte ribadito il fatto che non siamo disponibili a offrire un'accoglienza di bassa qualità, con gli attuali prezzi riusciamo comunque ad avere un servizio di accoglienza dignitoso. Rimane il fatto che non siamo disponibili ad andare sotto certe cifre, ossia sotto determinati standard di qualità del servizio». Si resta a un 15% in meno: 28,3 euro per l'Ovile e 29,15 per la Dimora d'Abramo - prima era rispettivamente di 34 e 34,8. Non c'è un limite imposto per queste deroghe, e nelle intenzioni del prefetto Forte (foto) vi è quella di «garantire la continuità del servizio» e di «assicurare l'ordine pubblico sul territorio, che altrimenti verrebbe compromesso». Non molto tempo fa peraltro, il 4 febbraio, il dipartimento di Stato per le libertà civili e l'immigrazione ha emanato una circolare rivolta ai prefetti, invitandoli a «rimodulare i bandi» e presentarne altri «con elementi di novità in funzione delle ragioni che hanno determinato l'assenza di partecipazione alla precedente procedura». A questo proposito, le prefetture sono altresì caldeggiate a «indagare le cause» di questa mancata partecipazione e modulare i bandi perché diventino più in linea con le esigenze del mercato di riferimento. «La nostra collaborazione e spirito di responsabilità sono ormai consolidati - ha detto Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d'Abramo -. Certo è positivo che, a fronte della non partecipazione, in molti territori il governo deleghi una certa autonomia alle province. I decreti, e di conseguenza i bandi, sostanzialmente non cambiano: questo è l'aspetto che rimane critico, insieme ovviamente al problema di tutte le persone che restano in situazione di forte precarietà e irregolari sul territorio. Vedremo come le prefetture decideranno di interpretare la circolare». Giulia Beneventi © RIPRODUZIONE RISERVATA