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19/01/2021

Bando deserto Chiude il centro che ospitava 33 migranti

Il Gazzettino

Le associazioni puntano il dito sul Comune «Finisce un modello di accoglienza giusto»
POLITICHE SOCIALI
MESTRE «Auspichiamo che l'amministrazione comunale ci ripensi perché il Centro Darsena fa parte della storia di questa città, che ha contribuito a creare un sistema di accoglienza giusto, equilibrato e trasparente». L'appello proveniente dal Tavolo Comunità accoglienti, che riunisce cittadini, sindacati e associazioni locali, è forse l'ultimo tentativo di salvare una struttura di accoglienza che fin qui ha ospitato oltre 600 tra migranti e rifugiati, ma intanto la conferma della chiusura del Centro Darsena è arrivato dalle stesse cinque operatrici interne.
LA MOBILITAZIONE
A nulla, dunque, sarebbero servite le interrogazioni presentate a dicembre dai gruppi di opposizione: il centro è destinato a chiudere definitivamente il 31 gennaio, o almeno dovrebbe chiudere dal momento che gli stessi componenti del Tavolo Comunità Accoglienti di Venezia sostengono di non avere ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in senso contrario dal Comune di Venezia. Dopo 20 anni di attività, il destino del centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, l'unico a disporre di 11 posti dedicati alle donne rifugiate, gestito dalle Opere Riunite Buon Pastore all'interno della rete ex Sprar, ora Sia e finanziato con fondi del ministero dell'Interno, sembra essere segnato. Inizialmente i posti disponibili finanziati dal ministero erano 95, poi ridotti a 77 a partire dal 1. gennaio 2020. Di questi, 44 sono stati riassegnati la scorsa estate in una struttura di Mestre tramite il bando riaggiudicato alla cooperativa Coges, mentre i rimanenti 33, gestiti dal Buon Pastore, non sono stati riassegnati in quanto il bando per il biennio 2021/2022 è andato deserto. Gli ospiti dovranno quindi essere spostati a Mestre. «Dalle notizie che abbiamo entro gennaio questi 33 posti saranno chiusi spiega Gianfranco Bonesso, membro del Tavolo Comunità Accoglienti e quindi gli ospiti saranno smistati in altre strutture perché non possono essere lasciati per strada. In ogni caso stigmatizziamo il fatto che il Comune non abbia indetto un secondo bando per i 33 posti rimasti a Venezia e che si chiuda un centro di accoglienza che si trova in centro storico, che non gravava sulle casse del Comune perché era pagato dallo Stato».
E viste le polemiche sollevate dalla chiusura del Centro Darsena, da fonti dedl Comune viene precisato che i 77 posti divisi tra i due bandi erano tali solo sulla carta, in quanto, anche a causa del Covid, negli ultimi mesi a Venezia vi è stata una forte riduzione del numero di rifugiati e di richiedenti asilo, che ora, con la chiusura del Centro Darsena, saranno interamente accolti a Mestre.
Paolo Guidone
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