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15/06/2019

«Bando da 25 milioni cucito su misura»

QN - Il Resto del Carlino

di ALESSANDRA CODELUPPI «GLI indagati hanno posto in essere condotte volte a favorire l'aggiudicazione della gara da parte di un preciso soggetto sin dalla predisposizione del bando, cucito su misura». È quanto scrivono i magistrati Valentina Salvi e Giulia Stignani, titolari dell'inchiesta sugli appalti del Comune, parlando anche di «gravi indizi emersi dall'annotazione conclusiva della Guardia di Finanza» sul reato ipotizzato, la turbativa d'asta, a proposito della gara europea indetta dal Comune che ha visto vincitore il Consorzio Tea per il periodo dicembre 2016-novembre 2024, dunque tuttora in essere. Al Consorzio, che ha sede in viale Trento Trieste, furono affidate diverse attività (per un valore di 25milioni 453mila euro), cioé la gestione della sosta a pagamento su aree pubbliche e di uso pubblico, del trasporto scolastico, dei servizi di controllo Ztl e Ap, del bike sharing. Queste parole sono vergate sul decreto di perquisizione - che vale anche come informazione di garanzia - emesso per sei indagati per quel bando, cioé l'avvocato Santo Gnoni (dirigente ufficio legale del Comune), Roberto Montagnani (dirigente servizio appalti), Paolo Coli (avvocato che lavora per il Municipio), Silvia Signorelli (responsabile dal 2015 dell'unità organizzativa acquisti, appalti e contratti), Alessandro Meggiato (ex dirigente alla Mobilità, ora con lo stesso ruolo in Regione) e l'ex assessore alla Mobilità Mirko Tutino. Un bando ritagliato ad hoc, secondo i pm, «anche a causa dell'eterogeneità dei servizi affidati in concessione per Tea, che infatti risultava l'unico partecipante alla gara e poi aggiudicatario». Nell'atto si specifica anche che Tea ha come socio maggioritario la Til srl, «che risultava già essere concessionaria dei servizi di gestione sosta a pagamento e scuolabus dall'aprile 2011 al marzo 2015, prorogata poi con varie delibere sino al dicembre 2016». Dal documento, si deduce che le indagini erano in corso già dall'inizio della messa a punto della gara d'appalto, attraverso le intercettazioni: «Sin dalla pubblicazione del bando, la captazione delle conversazioni intercorse in particolare tra gli indagati, ha fatto emergere le palesi irregolarità, poiché gli indagati hanno predisposto una procedura di gara su misura per l'ente poi risultato aggiudicatario». Da qui la decisione della Procura, concretizzata giovedì mattina con la perquisizione della Finanza, di acquisire nella sede di Tea tutti i documenti relativi alla procedura amministrativa, anche informatica, oltre a pc e altri dispositivi, «per verificare l'effettiva modalità della gara, al di là di quanto risulta dalle fonti aperte liberamente consultabili», oltre ai «rapporti intercorsi tra gli indagati e altri soggetti emersi nel corso dell'inchiesta (in particolare l'aggiudicatario)». Una necessità, si scrive, «evidenziata anche dal consulente tecnico per analizzare tutti gli atti». Altri appalti del Comune sono al centro di approfondimenti, svolti dai militari della Finanza, coordinati dal comandante provinciale Roberto Piccinini: la nomina del direttore di Asp Maria Teresa Guarnieri; l'affidamento dei servizi legali e assicurativi del Comune; la gestione dell'asilo nido 'Maramotti'; la rimozione di veicoli e ripristino sicurezza stradale; la gestione di riscaldamento e manutenzioni di impianti degli edifici comunali; la gestione di aree di sosta comunali e trasporto privato. I reati che la Finanza dice ipotizzati per i quindici indagati sono corruzione, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica del pubblico ufficiale, rivelazione di segreto d'ufficio e abuso d'ufficio. © RIPRODUZIONE RISERVATA