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22/07/2021

Bando «Bellezz@» Ancora esclusi Almenno e Osio

Eco di Bergamo - luca bonzanni

Gli stanziamenti L'emendamento di Carnevali (Pd) non reintegra i progetti presentati dai due Comuni Il nodo (non risolto) dei beni di proprietà della Chiesa
Ci sono ancora progetti esclusi tra i vincitori del bando «Bellezz@». Nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il via libera a un emendamento presentato dalla deputata bergamasca del Partito democratico Elena Carnevali - e approvato in discussione congiunta in Commissione I e VIII alla Camera, all'interno dei lavori del decreto «Semplificazioni» - volto a risolvere uno dei nodi burocratico-amministrativi che ha finora determinato la mancata erogazione dei fondi per gran parte dei vincitori di questo bando lanciato nel 2017, compresi quattro comuni bergamaschi: Scanzorosciate, Canonica d'Adda, Almenno San Bartolomeo e Osio Sotto.

In particolare, l'emendamento interviene sul Dpcm del 27 settembre 2018 che fissava alcuni vincoli rispetto alla proprietà del bene (e che nel concreto aveva congelato gli stanziamenti): le condizioni del Dpcm, viceversa, grazie all'emendamento, sono ora ritenute soddisfatte anche qualora i beni siano «in locazione o comodato d'uso presso gli enti attuatori» del progetto finanziato dal bando «Bellezz@». Attraverso questa «correzione», l'iter amministrativo dovrebbe riprendere e consentire lo sblocco dei fondi. È emerso però un ulteriore nodo, e riguarda quegli immobili in cui un contratto di locazione o comodato d'uso è decisamente infrequente. È il caso, per esempio, dei beni ecclesiastici al centro di alcuni progetti formalmente vincitori del bando, tra cui quelli presentati dai Comuni di Almenno San Bartolomeo (Fondazione Lemine ente gestore), per catalogare e digitalizzare tutto il patrimonio regionale della pittura romanica (con un censimento che interessa molte chiese lombarde), e di Osio Sotto per la riqualificazione (e destinazione a finalità culturali e sociali) della chiesina di Saore San Giorgio, di proprietà della parrocchia.

Il recente emendamento, dunque, non risolve queste situazioni, numerose anche nel resto d'Italia scorrendo l'elenco delle «idee» premiate dal bando, perché appunto i beni al centro degli interventi sono di proprietà di parrocchie o diocesi, benché comunque tra i Comuni e gli enti ecclesiastici vi siano accordi sulla gestione del bene. Ma non inquadrati come locazioni o comodati, e questo è il limite che l'emendamento non risolve.

Verifiche su queste ipotesi sono in corso per riuscire a portare a buon fine il bando. «Con l'emendamento si è andati a sanare dubbi o vincoli amministrativi soprattutto per quelle situazioni in cui il bene non è di proprietà statale, demaniale o comunale, ma era comunque soggetto a convenzioni o locazione che giustificano l'intervento con i fondi pubblici del bando Bellezz@ - spiega Elena Carnevali, che ha presentato l'emendamento approvato -. Ogni singola progettualità ha un suo unicum. Per quei casi che non rientrano all'interno di queste fattispecie, occorrerà un supplemento di approfondimento, tenendo presente che alla patrimonializzazione di un bene deve corrispondere l'interesse delle finalità pubbliche, siano essere culturali o sociali e la sua fruibilità».