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22/07/2020

Bando ambulanze, c’è lo stop del Tar

Il Mattino

Ora l'Asl dovrà correggere il documento o ripartire da zero Schiavone (Humanitas): se lo rifanno da capo noi partecipiamo
Clemy De Maio
Inondato dai ricorsi, il bando dell'Asl per le ambulanze del 118 scivola sulla clausola che ha impedito l'avvalimento, negando ai partecipanti la possibilità di appoggiarsi ad altri per integrare i requisiti mancanti. I giudici della seconda sezione del Tar, pronunciandosi con una sentenza breve, hanno accolto in questi termini l'impugnativa presentata dalle associazioni Croce Gialla e Napoli Soccorso, annullando la previsione contenuta nel disciplinare e bloccando così le procedure di gara. È la decisione che i ricorrenti aspettavano per riaprire i giochi, dopo che nei giorni scorsi lo stesso Tribunale amministrativo aveva invece dichiarato in parte inammissibili e in parte infondati gli altri motivi di ricorso che contestavano la richiesta di requisiti stringenti, come la «comprovata esperienza di almeno un anno» e l'impossibilità di vedersi affidata più di una postazione.
LA DECISIONE
Riguardo all'avvalimento (con cui un concorrente può avvalersi della professionalità di un altro soggetto per colmare la carenza di alcuni requisiti) i giudici hanno stabilito che l'Azienda sanitaria è andata oltre le possibilità offerte dal codice degli appalti e dalle direttive europee. «La generale preclusione, contenuta nel disciplinare, della possibilità di ricorrere, da parte dei concorrenti, all'istituto dell'avvalimento si legge nella sentenza da un lato non trova alcuna evidente e razionale giustificazione, dall'altro non è stata punto motivata, da parte della stazione appaltante». Anzi, la clausola è ritenuta persino contraddittoria, perché se nell'avviso di gara «è ammessa la partecipazione degli operatori in forma di associazione temporanea di scopo, a fortiori non si comprende la ragione per la quale sia poi, dal capitolato, contraddittoriamente esclusa la possibilità del ricorso all'istituto dell'avvalimento».
LO SCENARIO
Ora le associazioni, assistite dall'avvocato Marcello Fortunato, aspettano di sapere come l'Asl intenda regolarsi, se cioè il bando sarà interamente riformulato o se ad essere rivista sarà la sola previsione che regola ammissioni ed esclusioni dei candidati. In gioco c'è un affidamento biennale del servizio di trasporto di emergenza in vari comuni del Salernitano, per un valore complessivo di 34,7 milioni di euro che sale a poco più di 56 se si tiene conto dell'opzione di rinnovo per il terzo anno. Un bando che fin dall'inizio è stato oggetto di polemiche sia per il taglio delle postazioni previste (in particolare a Baronissi e nei Picentini) che per le prescrizioni del capitolato. Prima ancora del deposito dei ricorsi al Tar è stato un nome storico del volontariato salernitano, Roberto Schiavone, ad annunciare che la sua Humanitas non avrebbe partecipato alla selezione, in aperta contestazione con le decisioni dell'Azienda sanitaria. Ieri, quando la notizia della sentenza si è diffusa, lo stesso Schiavone ha affidato il commento a un post sulla sua pagina Facebook, in cui invita la dirigenza aziendale a cambiare la rotta. «È successo quello che avevo previsto quando ho rilevato le incongruenze spiega Ora al vertice dell'Asl, che è persona perbene, dico di aprire gli occhi, se no in questa storia non si va avanti». Anche lui attende di verificare quali saranno le prossime determinazioni dell'Azienda: «In questo momento si è creata una situazione paradossale. Ora cosa pensano di fare, fanno il bando da capo? Se questa volta lo fanno bene, allora partecipiamo». Per Schiavone, però, il nocciolo del problema va molto oltre l'acconsentire o no alla procedura di avvalimento: «È una questione che riguarda il ruolo degli infermieri professionali, sono persone che hanno la laurea, devono essere dipendenti dell'Asl. A noi va chiesto solo di avere l'ambulanza e l'autista professionale, non dobbiamo fare cose che non ci competono. A chi prepara le gare vorrei consigliere questo: noi dobbiamo rimanere associazioni di volontariato, non possiamo snaturarci».
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