scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
11/03/2021

«Bandi pilotati» nei guai anche il direttore generale ora a Livorno

Il Tirreno

Nicola Falleni è indagato per due episodi: il primo è legato alla gestione del ristorante del circolo del tennis, il secondo alla spiaggia dei cani il protagonista
SAN VINCENZO. È la fine di maggio del 2017 quando l'allora ragioniera capo Nicola Falleni lascia il Comune di Livorno per evidenti contrasti con l'amministrazione cinque stelle e attraverso la cosiddetta mobilità volontaria accetta la proposta del sindaco di San Vincenzo Alessandro Massimo Bandini che gli propone di dirigere l'area dei servizi finanziari. Falleni da due anni - siamo nell'estate 2019 - è tornato a Livorno, voluto come direttore generale del Comune dall'attuale sindaco Luca Salvetti. Ma i due anni trascorsi a San Vincenzo gli hanno causato diversi guai. Nella maxi inchiesta dalla finanza che ieri ha portato a tre arresti, il suo nome compare due volte: indagato per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in due bandi finiti al centro degli accertamenti. Il primo riguarda l'affidamento della gestione della spiaggia dei cani di San Vincenzo, il secondo, invece per l'affidamento della gestione del ristorante pizzeria "A modo mio", all'interno del circolo del tennis. Nel primo caso - secondo gli investigatori - in concorso con il sindaco, gli assessori Massimiliano Roventini e Elisa Malfatti, il segretario comunale Salvatore De Priamo, l'imprenditore Luca Giovannini che poi ha poi si è aggiudicato il bando e i dipednenti pubblici Roberto Guazzelli e Vinicio Meini, «in concorso tra loro, con promesse collusioni mezzi fraudolenti, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte del Comune di San Vincenzo, turbavano il procedimento amministrativo diretto a stabilire forma e contenuto dei bandi di gara per l'affidamento in gestione della spiaggia accessibile agli animali domestici». Stessa contestazione in concorso con altri sette indagati per l'affidamento in gestione del pubblico esercizio di proprietà comunale "Free Time", «pubblicato - è l'ipotesi della Procura - per soli dieci giorni e con la partecipazione della "A Modo mio" una società creata ad hoc il 9 aprile 2019 e alla quale il 15 giugno successivo veniva affidato questo esercizio e pertanto al fine di condizionare le modalità scelte dal contraente». Scrive il giudice nelle conclusioni dell'ordinanza riferendosi a questa contestazione: «La determina è risultata viziata da accordi preventivi volti ad escludere il precedente gestore e a favorire l'ingresso di una specifica persona. E questo per logiche clientelari». --© RIPRODUZIONE RISERVATAAltro servizi a pag. 2 e 3