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27/11/2020

“Bandi, l’industria savonese è viva e pronta ad investire”

La Stampa - MAURO CAMOIRANO

SAVONA: molti i progetti presentati, unico freno i tempi dell'iter burocratico
Il punto sull'area di crisi complessa, gli stanziamenti e le criticità
SAVONA «Il tessuto industriale savonese è vivo e pronto ad investire». Il direttore dell'Unione Industriali di Savona, Alessandro Berta, fa il punto sull'area di crisi complessa e i bandi Invitalia e della Regione. Spiega: «E' vero che c'è stata una dilatazione dei tempi dell'iter iniziato due anni fa, ma l'accordo sull'area di crisi complessa, con 14 progetti ammessi alla fase istruttoria del bando nazionale gestito da Invitalia, e 62 progetti presentati nell'ambito del bando Regionale, ha comportato comunque dei vantaggi. Il primo, non da poco, è l'accesso alla cassa integrazione straordinaria per realtà che in quel momento non avrebbero potuto utilizzare tale strumento. Poi il fatto di essere in graduatoria è stato di stimolo per alcune aziende che hanno comunque già portato avanti investimenti ed assunzioni, come Cartiera Carrara, il cui progetto, che prevede un investimento di oltre 19 milioni, è ormai arrivato alla fase di collaudo, con già 15 assunzioni rispetto alle 30 previste. Così come, rispetto al bando regionale, sono già una ventina gli interventi concretizzati, per 8,5 milioni di euro di finanziamento. Senza dimenticare che quando un'azienda investe sono notevoli anche le ricadute sull'indotto». Berta poi rimarca anche come «l'area di crisi savonese è stata quella con la migliore risposta a livello nazionale, portando il Governo a un rifinanziamento di ulteriori 12 milioni, così come la Regione ha aumentato la propria dotazione da 12,5 a 15 milioni». Però i tempi rimangono il tallone d'Achille, e l'accoglimento parziale del ricorso della Pegaso, con il Tar che impone ad Invitalia di rivalutare la domanda dell'azienda esclusa, porterà ad ulteriori ritardi, mentre, dopo due anni dalle richieste, sono solo tre le aziende ammesse: Cartiera Carrara a Ferrania, Esso Italiana srl per lo stabilimento di Vado, e First Plast ad Altare. «La rivalutazione non comporterà conseguenze per le prime tre aziende, visto l'incremento di 12 milioni. Il tessuto industriale savonese è vivo: dai 5 mila addetti persi negli anni 2013-2015, a partire dal 2016 in poi si sono recuperati 6500 posti di lavoro». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La Cartiera Carrara di Ferrania


Foto: Lo stabilimento della Esso a Vado Ligure