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12/10/2021

«Banca dati condivisa per la prevenzione» Le cinque azioni rivendicate dal sindacato

QN - La Nazione

di Franco Antola LA SPEZIA Sono cinque punti e costituiscono il nucleo centrale della piattaforma che il sindacato (Cgil, Cisl e Uil) ha elaborato unitariamente sul tema degli infortuni su lavoro. Il documento - di cui sui parlerà domani in occasione della Giornata Anmil - sarà presentato alla Regione, chiamata a farsi parte attiva sul fronte della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Servono iniziative concrete per arginare un fenomeno dai contorni ormai drammatici, dice il sindacato, indicando anche precise linee di azione. Intanto la costituzione di una banca dati da mettere a sistema con le informazioni in possesso dei vari soggetti istituzionali, a cominciare da Inail, Inps, Alisa, Dtl e parti sociali. In secondo luogo si sollecita l'incremento delle risorse destinate alla gestione del Registro amianto per la mappatura dei siti e la riattivazione del Cor Liguria (sezione ligure del Registro nazionale dei mesoteliomi). Analogo potenziamento - e siamo al terzo punto della piattaforma - si chiede per il Comitato regionale di coordinamento in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, con una convocazione più frequente ed eventualmente l'attivazione di sottocommissioni per settori specifici. Un altro capitolo-chiave è quello dell'incremento dell'attività ispettiva, visto che gli organici delle strutture sul territorio hanno subito negli anni drastici ridimensionamenti. In questo quadro la Regione è chiamata ad istituire un apposito registro regionale degli Rls e Rslt, le rappresentanze aziendali dei lavoratori in materia di sicurezza applicando, in sintonia col sindacato, standard formativi uniformi. L'ultimo tema è quello - fondamentale - degli appalti, della qualità del lavoro, della trasparenza e della legalità, obiettivi da perseguire anche coinvolgendo le parti sociali nell'Osservatorio ambientale sulle grandi opere. Occorre tutelare i lavoratori con la disciplina rigorosa delle gare di appalto, impedendo la concorrenza sleale fra le aziende e imponendo il rispetto delle regole. Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione anche l'istituzione di un protocollo, attraverso l'accordo fra istituzioni e parti sociali, in modo da individuare i contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle parti più rappresentative quali contratti di riferimento in relazione all'attività svolta. Domani, all'appuntamento dell'Anmil, a portare la voce del sindacato sarà la segretaria generale della Cgil spezzina Lara Ghiglione, che ha anche, a livello regionale, la delega per salute e sicurezza. «I temi che intendiamo portare unitariamente all'attenzione della Regione sono fondamentali - osserva Ghiglione - e sono quelli su cui insistiamo da anni. Come il capitolo degli appalti, della qualità del lavoro, della trasparenza e della legalità. E' chiaro che in situazioni di appalto o subappalto, dove le condizioni di lavoro sono precarie, caratterizzate da ricattabilità e sfruttamento, l'attenzione alla sicurezza è scarsa. Ed è lì che occorre intervenire, così come nelle situazioni di lavoro mordi e fuggi: dove ci sono flussi continui e non c'è stabilità il problema sicurezza diventa enorme». Spezia non è naturalmente immune da queste situazioni. «Dove operano i grandi cantieri e i grandi impianti - continua Ghiglione - è come se ci fossero due mondi in uno: quello gestito dalla casa madre, dove le garanzie in genere sono puntuali e rigorose, e quello degli appalti e dei subappalti, con migliaia di aziende che entrano ed escono, i cui lavoratori magari neppure conoscono la lingua. Qui l'aspetto della sicurezza presenta aspetti drammatici. E poi i controlli, del tutto insufficienti, a causa della carenza cronica di ispettori». © RIPRODUZIONE RISERVATA