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05/06/2019

Ballottaggi, ciclone Salvini: «Si cambia»

QN - Il Resto del Carlino

BAGNO di folla ieri per il ministro Matteo Salvini, che durante il suo tour elettorale in vista dei ballottaggi (nella nostra provincia sono quattro) ha scaldato le piazze di Mirandola e Castelfranco. Particolarmente 'densa' la visita nella città dei Pico, ancora segnata dal terremoto e dal tragico rogo del comando dei vigili di pochi giorni fa. Qui i cittadini assiepati a ridosso del palco di piazza Costituente, alle spalle del municipio inagibile dopo il sisma 2012 e dei cantieri della ricostruzione, erano più di mille. Centro storico blindato, clima di festa, sventolio di bandiere della Lega e tanti cartelli a mezz'aria con la scritta 'Alberto Greco Sindaco'. Sul palco, con Salvini l'onorevole Guglielmo Golinelli e i sindaci di Sassuolo e San Felice, eletti al primo turno. «Grazie a Sassuolo, a San Felice, a tutti voi se la Lega è il primo partito in Europa. Daremo battaglia, ripartiamo dall'amore per la terra, l'agricoltura, e domenica, cari amici, tanto entusiasmo, andate a votare: si riparte da 'zero a zero'. Dimenticate che siamo in vantaggio e che per trecento voti Alberto Greco avrebbe vinto al primo turno». L'invito ai sostenitori è di andare alle urne. «Il voto di ogni mirandolese fa la differenza. Ditelo a tutti, nelle case, nelle vie, nei negozi, e non pensate di andare al mare, perché tanto siamo in vantaggio. Domenica scegliete il sindaco giusto per i prossimi cinque anni, e chi non va a votare è complice del mancato cambiamento. Evviva Mirandola, tornerò presto». Nel corso del comizio Salvini annuncia l'assunzione di 8mila uomini, tra vigili del fuoco, polizia, carabinieri, e passa in rassegna i temi a lui cari tra cui lo snellimento del codice degli appalti, la sicurezza, la riforma della giustizia. «E' fondamentale - commenta - e voi qua ne sapete qualcosa», dice riferendosi all'attentato incendiario. Tra il pubblico anche Gianni Pelliciari, il figlio di Marta Goldoni, l'anziana morta assieme alla sua badante ucraina, che applaude alle parole del Ministro. «Non è possibile che ci fosse a spasso un infame del genere. A casa tutta questa gentaglia, non ne abbiamo bisogno». Due ore prima, verso le 11, Salvini aveva inaugurato il suo tour emiliano a Castelfranco. Qui ad attenderlo, oltre agli applausi di alcune centinaia di fan e ai fischi dei contestatori, ha trovato il candidato locale del centrodestra Modesto Amicucci, che domenica se la vedrà al ballottaggio contro Giovanni Gargano, del centrosinistra. L'accoglienza della piazza ha comunque confermato come la città del tortellino sia quasi spaccata in due: al calore di chi è andato in visibilio davanti al ministro del Carroccio, si è infatti contrapposta la protesta dei suoi detrattori. Salvini è apparso dai portici di corso Martiri, dove è stato rallentato dalla folla del mercato settimanale e da alcuni ambulanti, anche stranieri, che hanno voluto giocare d'anticipo con il tradizionale selfie. Poi, 'protetto' dalle transenne, contrariamente a Mirandola non ha toccato temi strettamente locali, parlando soprattutto di immigrazione e sicurezza in chiave nazionale e condendo il tutto con qualche sfottò ai vicini «comunisti incazzati, ai quali noi rispondiamo col sorriso guardando al futuro». Il vicepremier, dopo dieci minuti di comizio, si è concesso a un'ora di selfie. Stavolta senza rosario, ma dalla folla qualcuno gli ha regalato una rosa di Santa Rita. Viviana Bruschi Valerio Gagliardelli