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21/05/2020

Bagnolo, il segretario al gip: ero in buona fede

Corriere della Sera

L'inchiesta
Ha risposto «puntualmente» a tutte le domande altrettanto puntuali del giudice: approfondite e dettagliate sotto il profilo amministrativo. Materia di cui si occupa da anni. Segretario comunale a Bagnolo Mella, Giampaolo Brozzi è finito al centro dell'inchiesta per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico - con altri commissari, il sindaco e la stessa vincitrice - sul presunto concorso «pilotato» per il posto da comandante di Polizia locale, che nel febbraio di un anno fa fu aggiudicato a Basma Bouzid, tunisina di 41 anni. La quale, per la procura, al bando nemmeno avrebbe dovuto essere ammessa, figuriamoci addirittura vincerlo: non solo non avrebbe avuto i requisiti richiesti per partecipare, ma avrebbe persino risposto in modo sbagliato a otto domande. Eppure, nella prima prova si aggiudicò il punteggio più alto. Brozzi era presidente della commissione, oltre a colui che il bando l'avrebbe confezionato. Assistito dall'avvocato Alessandro Asaro, è comparso davanti al gip Lorenzo Benini (che nei suoi confronti ha disposto l'obbligo di firma) per ripercorrere tutta la vicenda e «spiegare, sotto il profilo tecnico giuridico, il perché delle sue scelte». In sostanza: «Ho agito in buona fede». In virtù di una serie di approfondimenti, convenzioni e normative internazionali, «pensavo davvero che il titolo di studio dalla candidata fosse equivalente a quello italiano», ha detto: una laurea in Economia conseguita a Tunisi. Peraltro, non contemplata nemmeno tra quelli previsti a bando, che recitava «scienze giuridiche». Alle quali è capitato, però, anche una laurea in Economia sia stata associata, replica la difesa. Chi indaga (così come l'opposizione in Comune) ipotizza Basma sia stata favorita. «Ma quel bando l'ho fatto io», ha detto Brozzi, precisando che in quel caso le prerogative avrebbero dovuto calzarle a pennello. (m.rod.)

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