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29/09/2021

Babbo Renzi sarà processato per gli appalti sospetti di Consip

La Verita' - GIACOMO AMADORI

a pagina 11 • È stato un lunghissimo parto, ma alla fine la Procura di Roma, dopo cinque anni di indagini e due richieste di archiviazione, è riuscita a portare a casa il rinvio a giudizio per traffico di influenze illecite per Tiziano Renzi. Il gup Annalisa Marzano ha accolto la richiesta della Procura oltre che per il babbo, anche per l'ex parlamentare di An Italo Bocchino e l'imprenditore Alfredo Romeo. La prima udienza del processo è fissata per il 16 novembre. Con il rito abbreviato, invece, il giudice ha condannato a un anno di prigione (pena sospesa) l'ex senatore Denis Verdini, l'imprenditore Ezio Bigotti e l'ex parlamentare Ignazio Abrignani per il reato di turbativa d'asta. Verdini, come Abrignani e Bigotti, è stato prosciolto dall'accusa di concussione. Per loro il pm Mario Palazzi aveva chiesto l'assoluzione. Tutte ipotesi di reato, queste, che la Procura aveva inizialmente sottovalutato, chiedendo l'archiviazione 0 addirittura, come nel caso dei tre sopra citati, senza neanche iscrivere i loro nomi sul registro degli indagati. Nel 2019 il gup Gaspare Sturzo aveva chiesto agli inquirenti di approfondire le indagini disponendo l'iscrizione per le nuove contestazioni di Verdini, Abrignani e Bigotti. Non senza una qualche ragione, viste le condanne di ieri. Sturzo aveva anche respinto, come detto, la richiesta di archiviazione per Renzi senior, sospettato dal giudice di traffico di influenze per le mediazioni a favore di Romeo nei confronti dell'ex ad di Consip Luigi Marroni e dell'allora amministratore di Grandi stazioni, Silvio Gizzi. Nel nuovo avviso di chiusura indagini del 28 settembre 2020 la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per Verdini, Abrignani e Bigotti per turbativa d'asta perché agendo per conto della Cofely Spa avrebbero proposto a Romeo, concorrente nella stessa gara Fm4, un accordo per rilevare una ditta controllata da Bigotti e ottenere così il 30% dei lavori assegnati a Cofely, che poi risultò prima in graduatoria nel lotto 10. Ieri per i tre è arrivatala condanna. L'ipotesi di concussione non è stata, invece, accolta dalla Marzano. Per quanto riguarda babbo Renzi la gup ha ritenuto di rinviarlo a giudizio per l'avvicinamento di Marroni, che sarebbe stato istigato a intervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara Fm4 e in particolare sul presidente Francesco Licci per facilitare la Romeo gestioni a partecipare alla gara tramite l'innalzamento del punteggio tecnico. Per questa accusa sono stati mandati alla sbarra anche Romeo e Bocchino, mentre sono stati prosciolti Licci e l'ex ad di Consip Domenico Casalino. Nei confronti di Carlo Russo, ex sodale del babbo e presunto percettore di favori per la cognata, è già iniziato un processo separato che però sembra, contenere una contraddizione: per fatti del tutto simili a quelli contestati ai vecchi coindagati è stato rinviato a giudizio con l'accusa di millantato credito e non di traffico di influenze: non avrebbe davvero avvicinato Marroni. Tiziano è stato prosciolto, insieme a cinque coimputati, anche da due accuse di turbativa d'asta (per una tranche di Fm4 e una gara di Grandi stazioni). Per un presunto secondo traffico di influenze nei confronti dell'ad di Grandi stazioni Silvio Gizzi, sono andati a giudizio Romeo e Bocchino, ma non il babbo di Rignano sull'Arno. Cade dunque l'accusa collegata all'incontro avvenuto a Firenze tra Romeo e Renzi senior nel luglio 2015 che avrebbe avuto come tema proprio l'affare legato alle ferrovie. Gizzi è stato assolto in abbreviato, così come Bocchino per un'ulteriore accusa di reati fiscali. Romeo è stato rinviato a giudizio anche per una mediazione nei confronti di una dirigente Inps e per corruzione e turbativa insieme con un dipendente Consip che avrebbe ricevuto incarichi per 42.700 euro. Un altro gup, Nicolò Marino, a ottobre aveva mandato a processo per rivelazione di segreto d'ufficio il deputato Luca Lotti, all'epoca dei fatti sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, e il generale dei carabinieri in pensione Emanuele Saltalamacchia (che comandava la Legione Toscana). Anche in questo caso il giudice aveva dato ragione al collega Sturzo, il quale aveva bocciato l'istanza di archiviazione inoltrata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e da Palazzi per questa ipotesi di reato. Oltre a Russo, Lotti e Saltalamacchia (gli ultimi due alla sbarra anche per favoreggiamento) sono già a processo per la vicenda Consip Romeo, accusato di corruzione (il presunto corrotto, dipendente Consip, ha patteggiato), l'ex presidente di Publiacqua Filippo Vannoni (rivelazione di segreto), il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa (omessa denuncia e depistaggio) e il maggiore Gianpaolo Scafarto (falso, depistaggio e rivelazione). L'ex comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette è già stato condannato a dieci mesi in abbreviato per favoreggiamento e rivelazione. L'avvocato di Renzi senior, Federico Bagattini, vede il bicchiere mezzo pieno: «Grande soddisfazione per tre assoluzioni su quattro capi di imputazione. Per Yen plein aspettiamo con fiducia il dibattimento».

Foto: TRAFFICO D'INFLUENZE Tiziano Renzi, babbo di Matteo, rinviato a giudizio a Roma perché coinvolto in uno dei filoni dell'indagine Consip [Ansa]