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15/01/2019

Aziende piccole penalizzate il Tar boccia il bando portineria

La Nuova Venezia - Rubina Bon

per l'università
Rubina BonI requisiti, così come definiti dal bando, «comportano un considerevole restringimento del numero delle possibili partecipanti alla gara». Nella fattispecie escludendo la Clever Facility Management srl, che avrebbe voluto partecipare al bando di Ca' Foscari per l'aggiudicazione dell'appalto del servizio di portierato per le varie sedi dell'Ateneo. Parole, queste, dei giudici del Tar che hanno accolto il ricorso della ditta, annullando il bando sul quale peraltro il Consiglio di Stato lo scorso giugno aveva messo la sospensiva, dopo che la domanda cautelare era stata respinta in primo grado.Un bando, quello del servizio di portierato, a cui si aggiungevano anche mansioni di facchinaggio leggero, da 7 milioni di euro per quattro anni, con possibilità di proroga fino a sette anni, con relativo importo cresciuto a 12 milioni di euro. I criteri, così come determinati da Ca' Foscari, «comportano la sicura preclusione della partecipazione della ricorrente che invece, in caso di suddivisione in lotti e del conseguente proporzionato abbassamento del requisiti, potrebbe concorrere». Ca' Foscari aveva aperto la selezione mettendo a bando un unico maxi lotto e chiedendo che le ditte partecipanti avessero già svolto un servizio analogo per oltre 5 milioni di euro ed avessero un fatturato triennale, sempre per servizi analoghi, di 10,5 milioni. La ditta ricorrente, si legge nella sentenza, «è una piccola impresa di recente costituzione che opera nel settore degli appalti di portierato, pulizie, logistica e facility management, ed è priva degli eccessivamente selettivi requisiti di capacità tecnica-professionale richiesti dalla procedura di gara». Ca' Foscari si è costituita in giudizio sostenendo tra le altre cose che la Clever Facility Management srl non avesse presentato domanda di partecipazione alla gara e che le clausole impugnate non avessero carattere escludente,I giudici amministrativi, nell'accogliere il ricorso della ditta, richiamano tra l'altro una direttiva europea che «indica espressamente la necessità di garantire la partecipazione delle piccole e medie imprese alle gare pubbliche attraverso la suddivisione in lotti». Ca' Foscari si è giustificata sostenendo che solo la gestione unitaria dell'appalto permette l'intercambiabilità delle postazioni da controllare. Motivazione, questa, che il Tar definisce «generica ed insufficiente» perché nulla spiega in relazione al bando con un unico maxi lotto. La sentenza potrà essere impugnata davanti al Consiglio di Stato. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI