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13/10/2020

Aziende e prodotti bio Sequestrati 86mila euro

QN - Il Resto del Carlino

L'indagine è partita a maggio
TOLENTINO di Lucia Gentili Nuovi sviluppi sull'indagine della filiera del biologico. Due aziende agricole di Tolentino e Loro Piceno, dedite alla produzione di vegetali «bio», sono finite da maggio sotto la lente dei carabinieri forestali dell'Abbadia di Fiastra e adesso, ulteriori accertamenti, hanno portato al sequestro di oltre 80mila euro di finanziamenti pubblici per indebita percezione. Gli approfondimenti delle forze dell'ordine si sono concentrati sui contributi destinati all'avvio e allo sviluppo di colture biologiche, «quando in realtà è stato appurato - spiegano i forestali - sono state diversamente gestite». Su disposizione della Procura, i militari hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal gip del tribunale di Macerata, che ha disposto il sequestro della somma di denaro: 86.158 euro. In particolare, gli inquirenti hanno ritenuto opportuno bloccare le risorse erogate dagli organismi comunitari e regionali, in considerazione del mancato rispetto degli impegni previsti dai bandi Psr (Piano di sviluppo rurale), a cui le due aziende avevano aderito. La commercializzazione irregolare dei falsi vegetali «bio» da parte di entrambe le ditte ha consentito un fatturato pari a 272.815 euro per il 2019, mentre per quest'anno l'intervento dei carabinieri ha stoppato l'attività. «Il nostro impegno nel settore dei controlli sulla corretta applicazione delle coltivazioni bio - sostiene il colonnello Luigi Margarita, comandante del gruppo carabinieri forestali di Macerata - sarà mantenuto alto e costante per garantire il rispetto della normativa in materia, a tutela non solo dei consumatori, bensì anche di tutti gli agricoltori e i produttori che applicano e si attengono correttamente alle regole imposte dalla disciplina di settore delle coltivazioni biologiche». L'uso di prodotti fertilizzanti e fitosanitari vietati comporta infatti un aumento della produzione per ettaro e, di conseguenza, l'immissione sul mercato di una quantità maggiore di prodotto rispetto a quella che si sarebbe ottenuta in caso di rispetto dei disciplinari previsti per la coltivazione biologica. A maggio erano scattati i controlli in campo, con riscontri documentali a carico delle due ditte, che producono grano, favino e girasole bio, destinati ad aziende per la vendita all'ingrosso di alimenti e mangimi. © RIPRODUZIONE RISERVATA