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12/09/2018

Aviosuperficie, gara d’appalto impossibile Affidamento obbligato a prova d’indagine

Messaggero Veneto

Vincolo d'assegnazione della concessione assunto dalle precedenti amministrazioni: mani legate per trent'anni
IL RETROSCENAEnri Lisetto«L'individuazione del soggetto gestore/utilizzatore dell'aviosuperficie, in possesso dei requisiti previsti dalla convenzione, sarà oggetto di ulteriore provvedimento». Recita così il quarto punto della delibera della giunta comunale di Pordenone del 6 settembre, con la quale è stata approvata la (sospirata e attesa) convenzione con Difesa Servizi spa di Roma per l'utilizzo della pista di decollo e atterraggio in Comina.Chi gestirà, dunque, l'aviosuperficie? L'Aeroclub. Non ci sarà alcuna gara d'appalto, nessuna selezione, nessun invito a consegnare una proposta-progetto di gestione. Perché nel 2003 l'allora amministrazione comunale stipulò una convenzione della durata trentennale che, se fosse disdetta, comporterebbe il rischio di rivalsa. Poco importa che vi sia una indagine della Guardia di finanza: solo le «situazioni passate in giudicato» impedirebbero un disco verde, come accertato dai legali del Comune.La prima concessione all'Aeroclub risale al 1997 e venne rilasciata dall'amministrazione comunale guidata da Alfredo Pasini, fautore della riapertura della storica pista di volo, la prima in Italia. Il rinnovo porta la data del 24 marzo 2003 e fu stipulata dalla giunta guidata da Sergio Bolzonello - e poi perfezionata con determina del 9 aprile dal dirigente comunale del settore finanze, Giovanni Comelli - col presidente dell'Aeroclub Lucio Moro, oggi gestore. Accordo di durata trentennale, per consentire al sodalizio di poter rientrare da eventuali investimenti, tra cui un hangar ad uso della protezione civile.Dunque, adesso è impossibile espletare una gara per l'affidamento dell'area, perché è già affidata - nella parte di proprietà del Comune di Pordenone - e la scelta è vincolata. In linea teorica, l'amministrazione comunale potrebbe decidere altrimenti, ma dovrebbe costruirsi un altro ingresso, un'altra torre di controllo e mettere a disposizione soltanto una porzione di pista. Tutte strutture che sono nelle disponibilità dell'attuale concessionario, l'Aeroclub.Se il Comune procedesse con una gara dovrebbe sopportare una non improbabile rivalsa da parte del concessionario. L'altra ipotesi è l'impossibilità del sodalizio di soddisfare le richieste della convezione stipulata tra Comune e Difesa Servizi spa e questo comporterebbe una "restituzione" della concessione.Terza ipotesi: l'organismo ministeriale che ha in capo il bene cassa la proposta di concessione all'Aeroclub e ciò di fatto comporterebbe la chiusura della pista.Proprio in virtù dell'indagine aperta dalla Guardia di finanza in atto, il Comune ha inteso stipulare un accordo dettagliato per autotutelarsi. Ma non potrà recedere se non in presenza di «situazioni passate in giudicato» che ad oggi non ci sono. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI