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15/12/2018

Avanti con taglio tariffe Inail Imu capannoni a caccia di fondi

Il Sole 24 Ore - C.Fo.

LE MISURE PER LE IMPRESE
Per gli immobili strumentali servono 150 milioni. In Gazzetta Dl semplificazioni
ROMA

La riscrittura della manovra, per far quadrare i conti con la Commissione europea ed evitare la procedura di infrazione, non consente ancora di dare per certe le misure preannunciate dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio dopo il tavolo Pmi di martedì scorso. Ci sarebbero dubbi sull'aumento della deducibilità dall'Irpef e dall'Ires dell'Imu sui capannoni e gli altri immobili strumentali (per portarla dal 40 al 50%), misura sulla quale sono stati presentati emendamenti bipartisan ma che resta in dubbio per la difficoltà di garantire le coperture (150 milioni in due anni).

Dovrebbe essere meno complesso il percorso per il taglio del cuneo fiscale mediante abbassamento delle tariffe Inail. Ieri, durante la riunione tecnica che si è svolta al ministero dello Sviluppo economico con le associazioni di imprese e professionisti su manovra e semplificazioni, è stato ribadito che si tratta di una priorità e che l'intervento ha molte probabilità di entrare in legge di bilancio, anche se una decisone finale verrà presa solo dopo il via libera della Ragioneria dello Stato. L'emendamento Inail farebbe scattare dal 2019 le nuove tariffe basate sugli andamenti infortunistici 2013-2015 (con un aggiornamento di vent'anni) e prevede un abbattimento dei tassi medi per le imprese, rispetto a quelli vigenti, del 32,72%. La riduzione partirebbe da 410 milioni nel 2019 per poi salire a 525 nel 2020 e 600 milioni a decorrere dal 2021. Considerando il taglio varato in via provvisoria dal 2014 e sempre prorogata di anno in anno, pari a 1,2 miliardi, a regime il minor peso delle tariffe per l'assicurazione obbligatoria sugli infortuni diventerebbe di 1,7 miliardi.

Intanto, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con data 14 dicembre il decreto semplificazioni approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri mercoledì scorso. Come novità dell'ultimissim'ora, c'è l'inserimento di una prima parziale semplificazione delle norme sugli appalti pubblici sotto soglia comunitaria, relativamente ai motivi di esclusione.

Confermate le altre misure, dall'abolizione del Sistri (sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali) a partire dal 2019 alle norme a supporto dei piccoli imprenditori in crisi a causa dei crediti accumulati con la Pa: 50 milioni per la garanzia statale sui finanziamenti e le tutele sulla pignorabilità della casa. Alla fine trova spazio nel Dl (e non sarà quindi un emendamento alla manovra) il rinvio di un anno, al 2020, dell'obbligo per le Pubbliche amministrazioni di accettare pagamenti elettronici con contestuale creazione di una Spa pubblica che, sul sistema PagoPa, rileverà i compiti dell'Agenzia digitale.

È stata invece stralciata dal decreto la norma, inizialmente presente nelle bozze, sugli anticipi della Cassa depositi e prestiti agli enti locali per il pagamento dei debiti commerciali con le imprese. La misura dovrebbe essere recuperata come emendamento alla legge di bilancio. In totale si parla di un serbatoio da 22 miliardi che è però potenziale, perché tutto dipenderà dalle condizioni a cui Cdp (ma anche le banche) offrirebbero i prestiti, da restituire entro il 15 dicembre 2019. Per i Comuni c'è in gioco l'introduzione di anticipazioni di liquidità aggiuntive per 15 miliardi (3/12 delle entrate, che si aggiungono ai 3/12 previsti dalle regole ordinarie per la gestione della liquidità), per le Regioni invece si parla di 7 miliardi (5% delle entrate tributarie).

Molte le misure preannunciate o studiate dal ministero dello Sviluppo economico e poi espunte dal testo, in molti casi per il mancato concerto con altri ministeri (ad esempio sulle semplificazioni per l'agroalimentare) o con l'alleato di maggioranza Lega (nel caso della cosiddetta "Rc auto equa").

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LE DUE PARTITE APERTE

Costo del lavoro

L'emendamento Inail farebbe scattare dal 2019 le nuove tariffe basate sugli andamenti infortunistici 2013-2015 (con un aggiornamento di vent'anni) e prevede un abbattimento dei tassi medi per le imprese, rispetto a quelli vigenti, del 32,72%. La riduzione partirebbe da 410 milioni nel 2019 per poi salire a 525 nel 2020 e 600 milioni a decorrere dal 2021

Imu sugli immobili strumentali

Ci sarebbero anche dubbi sull'aumento della deducibilità dall'Irpef e dall'Ires dell'Imu sui capannoni e gli altri immobili strumentali (per portarla dal 40 al 50%), misura sulla quale sono stati presentati emendamenti bipartisan ma che resta in dubbio per la difficoltà di garantire le coperture (150 milioni in due anni)