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07/07/2020

«Autunno nero, intervenire subito»

Avvenire - NICOLA PINI

INTERVISTA ALLA SEGRETARIA GENERALE DELLA CISL
Furlan al governo: basta discussioni sterili. Sarebbe assurdo rifiutare i fondi del Mes «Servono investimenti pubblici importanti e interventi per favorire l'assunzione di giovani e donne. La cassa integrazione va prolungata ma occorre anche agevolare la riqualificazione dei lavoratori»
«I l presidente del Consiglio Conte ieri ha ripercorso il tanto lavoro che è stato fatto durante la pandemia. Ma ora bisogna affrontare con determinazione la fase di emergenza economica e sociale che attanaglia il nostro sistema produttivo. Bisogna fare presto e bene. L'autunno rischia di essere drammatico e non possiamo aspettare settembre, ci sono gravi problemi e tanti tavoli di crisi che vanno affrontati subito». Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl racconta così l'incontro con il premier Conte ieri all'assemblea della Uil. E non risparmia una tirata d'orecchi alla politica: «Non possiamo più consentirci discussioni sterili ed infinite tra i partiti, bandierine e divisioni strumentali. Occorre senso di responsabilità da parte di tutti». Segretaria, cosa avete chiesto a Conte? Oggi l'attenzione deve essere tutta sulla fase della crescita del Paese: occorre decidere insieme quali progetti mettere in campo, quali priorità servono al Paese per ripartire. Questo abbiamo ribadito al presidente del Consiglio: servono investimenti pubblici importanti, per i quali chiediamo il sostegno e le risorse europee. Dobbiamo mettere in campo interventi per favorire le assunzioni dei giovani, delle donne, soprattutto nel Sud sempre più lontano dal resto del Paese. Servono interventi straordinari per sostenere le famiglie e natalità e ridurre le diseguaglianze sempre più dilaganti. Sulle semplificazioni la maggioranza non trova la quadra. C'è la necessità di sburocratizzare e accelerare agli investimenti, ma anche la preoccupazione di non azzerar le garanzie. Lei che ne pensa? Noi siamo stati tra i primi a sollecitare una svolta per sbloccare i 130 miliardi di euro stanziati per le opere pubbliche. È giusto snellire le procedure, ridurre le stazioni appaltanti e le autorizzazioni. Il modello Genova è stato anche questo. Ma non è liberalizzando gli appalti o con nuovi condoni che si rimette in moto l'economia. La trasparenza, la regolarità e la sicurezza degli appalti devono restare. Bisogna invece superare i veti burocratici e ideologici, e non rimettere in discussione di nuovo la Tav. Altro punto di frizione riguarda i finanziamenti Ue. Lei prenderebbe i prestiti del Mes? È un dibattito politico, tutto ideologico, davvero astratto e assurdo quello sul Mes. L'Europa per la prima volta dopo tanti anni sta dimostrando un grande senso di responsabilità, mettendo a disposizione ingenti risorse solo con il vincolo di utilizzarle per migliorare il sistema sanitario. Sarebbe solo una assurdità rifiutare quei fondi. Investire sulla Sanità, assumendo medici ed infermieri è un dovere oggi. Lo dobbiamo fare non solo per essere pronti in caso di nuove emergenze, ma anche come inversione culturale e sociale, rimettendo in primo piano la salute delle persone. Il presidente di Confindustria Bonomi dice che non c'è il coraggio della verità su ciò che ci aspetta. Il presidente Bonomi giustamente sollecita interventi concreti per sostenere le imprese ed i consumi. Anche noi siamo d'accordo. Ma bisogna affrontare questa crisi con il massimo di responsabilità e di unità. Non serve un clima di conflittualità. Per questo noi insistiamo sull'esigenza di un patto sociale tra il governo e le parti sociali che rafforzerebbe il nostro Paese in Europa e sarebbe un segnale di coesione e responsabilità. Su Cig e stop ai licenziamenti qual è la vostra posizione: vanno mantenuti fino a fine anno? Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione sono indubbiamente necessari fino alla fine dell'anno, ma nello stesso tempo bisogna agevolare la riqualificazione dei lavoratori, puntare sulla formazione delle nuove competenze, incentivare gli investimenti in settori come l'ambiente, la digitalizzazione della PA, la tutela del territorio, l'istruzione, il Mezzogiorno, il turismo. Accanto a questo va riformato il sistema degli ammortizzatori, garantendo sicurezza e condizioni di rioccupabilità a tutti i lavoratori. Si annuncia una riforma fiscale: in attesa di intervenire su cuneo e redditi è opportuno un taglio dell'Iva? È positivo che il premier Conte abbia annunciato l'avvio di un tavolo di confronto sulla riforma fiscale che deve puntare in primo luogo ad abbassare le tasse a chi oggi paga fino all'ultimo centesimo: lavoratori e pensionati. Serve un riordino complessivo del fisco che rilanci i consumi e contempli misure per combattere l'evasione fiscale, soprattutto dell'Iva che è l'imposta più evasa. In questa crisi il pubblico impiego ha dato grandi prove di impegno e professionalità ma anche evidenziato lentezze e inefficienze. E sulla scuola Conte vi ha rimproverato. Non c'è bisogno di intervenire anche nella PA? Guardi, la pandemia ha evidenziato il ruolo di migliaia di lavoratori di tutti i comparti pubblici, in particolare penso alla Sanità, che hanno dato una grande prova di responsabilità. Anche tutto il personale della scuola merita più rispetto dal governo perchè sono persone che hanno fatto sforzi immani per garantire le attività scolastiche nonostante tutte difficoltà. Non c'è dubbio che ci sia bisogno di ammodernare e riorganizzare la pubblica amministrazione. Ma va fatto investendo, coprendo i vuoti di organico e rinnovando i contratti. Non sollevando polveroni mediatici e critiche ingiustificate.

Foto: Annamaria Furlan / Ansa