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19/09/2020

Autunno caldo

Il Messaggero

TUTTO RISALE AL 2011 AL CENTRO DELL'INCHIESTA UN AFFIDAMENTO SENZA PASSARE DAL BANDO
LA VICENDA
Paolo Iarlori, dirigente di Civitavecchia Servizi Pubblici ed attivista di Fratelli d'Italia, Alessio Romagnuolo, ex assessore allo sport, esponente politico di Forza Italia e marito dell'attuale presidente del consiglio comunale Emanuela Mari (anche lei Forza Italia), dovranno presentarsi di fronte al giudice per le udienze preliminari Giuseppe Coniglio il 2 marzo del prossimo anno, per rispondere dell'accusa di corruzione in concorso ipotizzata dalla procura della Repubblica di Civitavecchia. Insieme a loro, dovranno presentarsi di fronte allo stesso gup nell'aula B del palazzo di giustizia di via Terme di Traiano, anche Barbara Fiorucci e Santo Cani, titolari della società Multiservice, Franco Pappalardo, capo officina, e Bruno Calabrò, altro personaggio di cui però non è ben chiaro quale ruolo abbia avuto in questa vicenda.
I FATTI
Tutti accusati, a vario titolo, di concorso in corruzione e truffa. L'indagine porta la firma del sostituto procuratore Delio Spagnolo (ma è passata per le mani di altri pubblici ministero prima di lui), che alla fine del dicembre scorso l'ha chiusa, notificando il tutto ai diretti interessati all'inizio del mese successivo. Dopo l'avviso di conclusione dell'inchiesta, adesso è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio con la fissazione, come detto, dell'udienza preliminare il 2 marzo prossimo. Bisogna però fare molti passi indietro per risalire all'inizio di questa vicenda, perché i fatti si riferiscono addirittura a nove anni fa, anno 2011. Allora, peraltro, non esisteva ancora Csp (Civitavecchia Servizi Pubblici), ma ogni settore dei servizi di cui il comune era socio unico aveva un suo consiglio d'amministrazione a sé. Nel caso in questione si parla dell'allora Argo, ovvero quello che gestiva il trasporto pubblico, nato dalla scissione di Hcs (Holding Civitavecchia Servizi). Alessio Romagnuolo era l'amministratore di Argo, mentre Paolo Iarlori un importante dirigente. Le nomine vennero chiaramente decise dall'allora amministrazione comunale, di colore centrodestra, guidata dal sindaco Gianni Moscherini. Secondo quanto ipotizza la magistratura inquirente, entrambi avrebbero concordato con la Multiservice un appalto per la fornitura dei pezzi di ricambio dei mezzi in dotazione alla flotta di Argo, in cambio di tangenti e senza che ci fosse stato un bando con evidenza pubblica. A scoprire il tutto furono allora i carabinieri della compagnia di via Sangallo, che infatti operarono una serie di perquisizioni nella sede di Argo, nell'ufficio di Romagnuolo e in quello di Iarlori. Poi altre anche nelle officine dove venivano tenuti i mezzi e dove venivano eseguiti i lavori di manutenzione degli stessi autobus e scuolabus. Altre perquisizioni anche negli uffici della Multiservizi e nelle sedi del comune, palazzo del Pincio compreso, oltre naturalmente all'acquisizione di una notevole mole di documenti e fatture relative a quelle forniture sospette. Scattarono poi una serie di interrogatori di molte persone, tra quelle che gli inquirenti ritenevano essere informate su quanto stava accadendo ad Argo. Poi, improvvisamente, di quell'indagine non si seppe più nulla. Fino ad oggi, quando dal cilindro della procura viene fuori questa richiesta di rinvio a giudizio a distanza di dieci anni dall'avvio dell'indagine. Sarà infatti un compito assai arduo andare a ricostruire tutta questa storia, sia per la procura che per gli avvocati difensori che dovranno assistere le persone oggi imputate. Così come sarà difficile anche per gli stessi protagonisti di questa inchiesta, dalla parte di chi quell'indagine l'ha condotta ma anche da quella di chi l'ha subìta. Sta di fatto che questi guai giudiziari che coinvolgono personaggi politici molto conosciuti in città, quasi certamente scateneranno un vespaio di polemiche a livello politico locale. Anche perché sia Paolo Iarlori che Alessio Romagnuolo non sono neanche nuovi a fatti di questo tipo, essendo stati coinvolti in altre vicende giudiziarie legate sempre al ruolo che ricoprivano all'interno del settore che gestiva il trasporto pubblico del comune di Civitavecchia.
Stefano Pettinari
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