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19/09/2018

Autorestauro, il bando è fallito In 7 anni assegnati solo 12 alloggi

Il Gazzettino

ESPERIENZA FINITA
VENEZIA Sono passati quasi sette anni da quando fu lanciata l'idea dell'autorestauro di immobili di proprietà pubblica in condizioni tali da non poter essere messi sul mercato delle locazioni. I bandi fatti dal Comune riprendevano l'idea (che però partiva da un presupposto illegale) lanciata dai centri sociali per le case occupate. Una famiglia entrava e poi ci pensavano loro a metterla in sesto e a renderla almeno abitabile.
L'esperienza ha dimostrato che l'autorestauro per grandi volumi di alloggi è un'utopia, almeno per il modo in cui è stato gestito dal pubblico.
FALLIMENTO TOTALE
«L'autorestauro e i bandi fatti dal Comune sono stati un fallimento totale - dice l'assessore alle Politiche abitative Luciana Colle - per come sono stati fatti i bandi. Su 168 case messe complessivamente a bando in sette anni siamo arrivati a 12 assegnazioni. Non è possibile andare avanti così e abbiamo intenzione di annullare tutto. Per come è stata portata avanti, è un'esperienza che va chiusa. Mi spiego: il primo della graduatoria ha la possibilità di scegliere la casa e fino a quando non l'ha scelta, lo scorrimento è bloccato. Ci sarà un termine per la scelta, mi direte. Sbagliato! Non c'è nessun termine, per cui la scelta è andata avanti per le lunghe tanto che ce ne sono state meno di due l'anno».
Eppure, l'autorestauro è stato indicato, anche di recente, come il rimedio alle situazioni di degrado degli edifici pubblici. Altri enti hanno adottato questo metodo: il conduttore che si aggiudica la casa paga la ristrutturazione e l'importo sarà scalato negli anni dagli affitti. L'Ulss ad esempio lo aveva adottato per poche selezionate tipologie di alloggi e aveva fatto un bando per ciascuna unità abitativa. Il metodo della graduatoria per un insieme indistinto di immobili tra Venezia e terraferma ha invece provocato il blocco.
RIFORMA ISEE
Un'altra novità nel sistema delle case pubbliche è l'adozione dell'Isee come indice per redigere le graduatorie per gli aventi diritto ai servizi pubblici, tra cui appunto la casa. Finora, il reddito era l'unico parametro e non teneva conto di eventuali proprietà mobiliari e immobiliari a qualunque titolo ed era facile riuscire ad accedere superando molti altri ben più bisognosi.
«Adesso - conclude Colle - con l'approvazione del Regolamento regionale i canoni saranno messi a misura dell'effettiva capacità di spesa. È una norma che ha dato fastidio a molti, ma è bene che ci sia. In queste settimane, il Comune ha spedito a tutti gli inquilini una nota in cui si ricorda il cambio normativo e la necessità di presentare al più presto la richiesta del proprio Isee».
Per chi non sarà in regola potrebbero essere guai grossi.
M.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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