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20/10/2020

Auto da riparare, Comune ko due volte al Tar

Il Piccolo di Trieste - Piero Tallandini

Bocciatura bis per la gara sulla manutenzione dei veicoli. I giudici hanno dato ragione al consorzio romano escluso appalto da 186 mila euro
Piero TallandiniGara da 186 mila euro dichiarata infruttuosa in seguito a sentenza del Tar che lo scorso anno aveva accolto il ricorso presentato contro il Comune dal consorzio romano Parts & Services. Sono passati pochi mesi e il Tribunale amministrativo ha di nuovo dato ragione al consorzio sul ricorso "bis", condannando inoltre l'ente pubblico al pagamento delle spese del giudizio (1.500 euro). Ora la ditta chiederà di ottemperare anche se a questo punto c'è la possibilità per il Comune di rivisitare il procedimento lasciando la situazione di fatto inalterata, nè si può escludere un'ulteriore impugnazione. Con il rischio che l'appalto resti ancora non assegnato.È stata e resta decisamente tormentata la procedura d'affidamento per il biennio 2019-2020 del servizio di manutenzione e carrozzeria dei veicoli dell'amministrazione municipale, compresi quelli della polizia locale, che intanto è stato garantito in questi mesi ricorrendo "a rotazione" alle officine storiche a cui si appoggia il Comune. La prima sentenza del Tar, in dicembre, aveva annullato i provvedimenti di aggiudicazione per difformità delle offerte vincitrici rispetto a una norma del codice degli appalti: quella che stabilisce che nell'offerta economica l'operatore deve indicare i propri costi della manodopera. Secondo il consorzio, difeso dall'avvocato Barbara Bari, solo nella propria offerta economica era indicato il costo della manodopera, non nelle offerte degli altri partecipanti, comprese quelle che erano state ritenute più vantaggiose economicamente dal Comune. L'ente pubblico aveva disposto, però, l'esclusione anche delle offerte del Parts & Services, richiamandosi ai dubbi espressi nella sentenza di dicembre dal Tar sulla conformità delle offerte del consorzio (formulate indicando quale costo della manodopera «un dato medio, non del tutto rappresentativo degli elementi economici richiesti dalla disposizione»), offerte che peraltro non erano state dichiarate irregolari dal tribunale. Nella sentenza si stigmatizzava, inoltre, «l'incompleta (e ingannevole) modulistica predisposta dal Comune, dal cui utilizzo, in assenza di un'autonoma integrazione, con aggiunta dei dati mancanti, sarebbe derivata l'irregolarità dell'offerta». L'ente municipale, dichiarata infruttuosa la procedura, aveva revocato gli impegni di spesa.Secondo l'ultima sentenza del Tribunale amministrativo, presieduto da Oria Settesoldi, il provvedimento con cui il Comune ha escluso le offerte del consorzio non è stato sufficientemente motivato. Nell'ultimo ricorso è stato quindi chiesto e ottenuto l'annullamento della determina di aggiudicazione del servizio che aveva estromesso tutti i partecipanti, compreso Parts & Services, e che aveva dichiarato la gara infruttuosa. L'amministrazione comunale dovrà rivisitare il procedimento, ma potrà decidere in autonomia, purchè con adeguate motivazioni, ed eventualmente lasciar cadere l'offerta del consorzio visto che non era risultata la più vantaggiosa economicamente. --